Che cosa è stato studiato?
Un gruppo di ricercatori ha esaminato uomini con diabete che avevano anche un carcinoma prostatico, per capire come una particolare terapia chiamata terapia androgeno-priva (ADT) potesse influire sul controllo dello zucchero nel sangue.
Cosa significa terapia androgeno-priva (ADT)?
Questa terapia riduce i livelli di ormoni maschili (androgeni) che possono far crescere il tumore alla prostata. È un trattamento comune per il carcinoma prostatico.
Come è stato condotto lo studio?
- Sono stati confrontati due gruppi di uomini con diabete e carcinoma prostatico: uno trattato con ADT e uno non trattato con questa terapia.
- In totale, sono state valutate 2.237 coppie di pazienti.
- Per misurare il controllo del diabete, è stata usata la HbA1c, un esame che indica la media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi.
Cosa è emerso?
- All'inizio dello studio, i due gruppi avevano lo stesso valore medio di HbA1c, pari a 7,24%, che indica un controllo del diabete non ottimale ma simile tra loro.
- Dopo un anno, il gruppo trattato con ADT ha mostrato un aumento dell'HbA1c a 7,38%, mentre nel gruppo non trattato l'HbA1c è diminuita a 7,14%.
- Questa differenza di +0,24% è risultata significativa, cioè non casuale, e si è mantenuta anche dopo due anni.
- Il peggioramento del controllo glicemico nel gruppo ADT è avvenuto anche se molti di questi pazienti assumevano più farmaci per abbassare la glicemia.
Cosa significa tutto questo?
La terapia androgeno-priva sembra essere associata a un peggioramento del controllo del diabete, misurato dall'aumento dell'HbA1c. Ciò indica che, durante questo trattamento, potrebbe essere più difficile mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.
In conclusione
Se si ha il diabete e si inizia una terapia per il carcinoma prostatico che riduce gli ormoni maschili, è possibile che il controllo dello zucchero nel sangue diventi più difficile. Questo studio ha mostrato un aumento dei valori di HbA1c in questi casi, anche se sono stati usati più farmaci per il diabete. È importante discutere sempre con il proprio medico per monitorare la situazione e adattare le cure se necessario.