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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/03/2013 Lettura: ~2 min

TWA dopo NSTEMI: aumento del rischio e riduzione della mortalità con ranolazina

Fonte
JACC March 2013; Vol 61, n° 10 Suppl. A: A64.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come un particolare segno nel cuore, chiamato TWA, possa indicare un rischio maggiore di problemi seri dopo un tipo di infarto chiamato NSTEMI. Inoltre, ha valutato se un farmaco chiamato ranolazina possa aiutare a ridurre questo rischio. Ecco cosa è emerso dalla ricerca.

Che cos'è la TWA e il NSTEMI?

TWA significa Alternanza dell'Onda T, un segno che si può vedere nell'elettrocardiogramma (ECG) e che riguarda l'attività elettrica del cuore. NSTEMI è un tipo di infarto miocardico, cioè un danno al cuore, che non mostra un aumento tipico in una parte dell'ECG chiamata tratto ST.

Lo scopo dello studio

I ricercatori hanno voluto capire se la presenza di TWA subito dopo un NSTEMI potesse indicare un rischio più alto di morte o di problemi al cuore come la tachicardia ventricolare (un battito cardiaco molto veloce e irregolare). Inoltre, hanno testato se la ranolazina, un farmaco che agisce sul cuore modificando l'attività elettrica, potesse ridurre questo rischio.

Come è stato condotto lo studio

  • Hanno analizzato pazienti con una funzione cardiaca ridotta (FE < 40%) e con episodi di tachicardia ventricolare o morte improvvisa.
  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la terapia standard più ranolazina, l'altro la terapia standard più un placebo (una pillola senza principio attivo).
  • Hanno monitorato il cuore dei pazienti con un ECG continuo per 7 giorni dopo il ricovero.

Risultati principali

  • Una TWA uguale o superiore a 47 µV nel primo giorno di ricovero era legata a un aumento del rischio di morte e di tachicardia ventricolare entro un anno.
  • Una TWA uguale o superiore a 43 µV al sesto giorno era associata a un aumento della mortalità ad un anno nei pazienti che avevano ricevuto solo la terapia standard con placebo.
  • Nei pazienti trattati con ranolazina, questo aumento del rischio non è stato osservato, suggerendo che il farmaco può aiutare a ridurre la mortalità legata alla TWA.

In conclusione

La presenza di TWA dopo un infarto NSTEMI può indicare un rischio più alto di morte e di problemi al cuore. L'aggiunta del farmaco ranolazina alla terapia standard sembra ridurre questo rischio, migliorando le possibilità di sopravvivenza entro un anno dal ricovero.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Righi

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