Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori americani ha analizzato 5.503 persone di età pari o superiore a 65 anni, tutte inizialmente senza problemi di cuore. Hanno osservato per 13 anni quanto l'attività fisica influenzasse la comparsa di malattie cardiache e cerebrovascolari.
Come è stata misurata l'attività fisica
È stata usata una misura chiamata MET, che indica quanta energia si spende durante l'attività fisica. I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi:
- Inattivi: nessuna attività (0 MET-minuti)
- Bassa attività: da 1 a 499 MET-minuti
- Attività media: da 500 a 999 MET-minuti
- Alta attività: 1.000 o più MET-minuti
I risultati principali
- Gli anziani con alta attività fisica avevano il rischio più basso di sviluppare insufficienza cardiaca.
- Anche chi faceva attività bassa o media mostrava un rischio inferiore rispetto agli inattivi, ma solo l'alta attività era significativamente protettiva in modo indipendente.
- Qualsiasi livello di attività fisica era associato a un minor rischio di infarto acuto del miocardio (un tipo di attacco di cuore) e di mortalità cerebro-cardiovascolare (morti causate da problemi al cuore o al cervello).
Cosa significa tutto questo
Questi dati confermano che mantenersi attivi è molto importante per la salute del cuore e del cervello negli anziani. In particolare, un livello elevato di attività fisica sembra offrire una protezione maggiore contro l'insufficienza cardiaca.
In conclusione
L'attività fisica regolare, soprattutto se di intensità elevata, è associata a un rischio minore di insufficienza cardiaca, infarto e morte per problemi cardiaci o cerebrovascolari negli anziani. Anche livelli più bassi di attività offrono benefici, sottolineando l'importanza di muoversi a qualsiasi età.