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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/04/2013 Lettura: ~3 min

Rosuvastatina nel paziente con sindrome coronarica acuta

Fonte
Dott.ssa Maria Zaccaria, MD, Laboratorio di Emodinamica – U.O. Cardiologia, Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico” - Tricase (Le)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Maria Zaccaria Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1080 Sezione: 28

Introduzione

Questo testo descrive il caso di una donna con problemi cardiaci che ha ricevuto un trattamento specifico per ridurre il rischio di ulteriori eventi cardiaci. Spiegheremo come la terapia con statine, in particolare la rosuvastatina, può aiutare a migliorare la salute del cuore dopo un episodio acuto.

Il caso clinico

Una donna di 62 anni, con pressione alta e colesterolo elevato, aveva già avuto un piccolo episodio di ridotto afflusso di sangue al cervello (TIA). Era in cura con farmaci per la pressione e per il colesterolo. Un giorno ha avvertito un fastidio al petto a riposo, durato circa un’ora, e si è recata al pronto soccorso.

L’elettrocardiogramma (ECG) mostrava segni di ridotto flusso di sangue in una parte del cuore. L’ecocardiogramma, un esame che valuta il movimento del cuore, evidenziava un movimento ridotto di una parte della parete anteriore con una funzione cardiaca leggermente ridotta (frazione di eiezione del 45%). Un esame del sangue mostrava un aumento di un marcatore chiamato troponina, segno di danno al cuore.

La diagnosi era di un infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI). Per il rischio elevato, è stata programmata una coronarografia entro 24 ore, un esame che permette di vedere le arterie del cuore.

Trattamento iniziale

Prima della coronarografia, la paziente ha ricevuto:

  • aspirina per fluidificare il sangue,
  • ticagrelor, un altro farmaco che previene la formazione di coaguli,
  • eparina, un anticoagulante,
  • e un gastroprotettore per proteggere lo stomaco.

Gli esami del sangue mostravano un colesterolo totale e LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") ancora elevati. Per questo motivo, si è deciso di sostituire l’atorvastatina con rosuvastatina a dose più alta (40 mg).

Intervento coronarico

La coronarografia ha rilevato una grave riduzione del flusso in un’arteria importante del cuore. Si è eseguita un’angioplastica, cioè l’inserimento di un palloncino per aprire l’arteria e il posizionamento di uno stent medicato per mantenerla aperta. L’intervento è andato bene e il flusso sanguigno è tornato normale.

Decorso e follow-up

La paziente è stata dimessa dopo sette giorni con una terapia che comprendeva:

  • farmaci per la pressione,
  • due tipi di farmaci per prevenire coaguli,
  • un gastroprotettore,
  • e rosuvastatina 40 mg per ridurre il colesterolo.

Un mese dopo, la paziente stava bene, senza dolore al petto. Gli esami mostravano un netto miglioramento del colesterolo e della funzione cardiaca, ora normale. A sei mesi, un test specifico ha escluso la presenza di problemi di circolazione durante lo sforzo.

Importanza della terapia con statine

Il colesterolo LDL alto è un fattore importante che aumenta il rischio di nuovi problemi cardiaci dopo una sindrome coronarica acuta (SCA). Ridurre il colesterolo LDL sotto i 70 mg/dl è l’obiettivo principale della terapia.

Le statine, come la rosuvastatina, non solo abbassano il colesterolo, ma hanno anche effetti benefici sulla parete dei vasi sanguigni, riducendo l’infiammazione e la formazione di coaguli.

Studi importanti hanno dimostrato che iniziare presto una terapia intensiva con statine potenti migliora significativamente la prognosi dei pazienti con SCA.

Nel caso descritto, la scelta di passare da atorvastatina a rosuvastatina a dose elevata è stata fatta perché la rosuvastatina a 40 mg riduce maggiormente il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL (il cosiddetto "colesterolo buono").

Inoltre, un trattamento con statine ad alte dosi prima dell’intervento coronarico riduce il rischio di danni al cuore durante la procedura e di eventi avversi a breve e lungo termine.

In conclusione

La terapia con statine nelle sindromi coronariche acute è efficace perché:

  • riduce il colesterolo LDL (più basso è, meglio è),
  • va iniziata presto per sfruttare i suoi effetti antinfiammatori (prima si inizia, meglio è).

Anche durante gli interventi sulle arterie coronarie, le statine potenti aiutano a proteggere il cuore e migliorano la prognosi. La sfida principale rimane assicurare che i pazienti continuino la terapia nel tempo per mantenere i benefici.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Maria Zaccaria

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