CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 10/04/2013 Lettura: ~2 min

Prevenzione della morte cardiaca improvvisa con ICD nei bambini e negli adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica

Fonte
JACC April 09, 2013 Volume 61, Issue 14

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla dell'uso di un dispositivo chiamato defibrillatore impiantabile (ICD) per prevenire la morte improvvisa nei bambini e negli adolescenti con una malattia del cuore chiamata cardiomiopatia ipertrofica. Spiegheremo come funziona questo dispositivo, i benefici e i possibili rischi associati al suo utilizzo in questa fascia di età.

Che cos'è la cardiomiopatia ipertrofica e l'ICD

La cardiomiopatia ipertrofica è una condizione in cui il muscolo del cuore, in particolare il ventricolo sinistro, diventa molto spesso. Questo può rendere difficile per il cuore pompare il sangue in modo efficace e può aumentare il rischio di aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari e pericolosi.

L'ICD (defibrillatore cardiaco impiantabile) è un piccolo dispositivo che viene inserito nel corpo per monitorare continuamente il ritmo del cuore. Se rileva un ritmo pericoloso, come una tachicardia o fibrillazione ventricolare (battiti troppo veloci e irregolari), invia una scarica elettrica per riportare il cuore a un ritmo normale.

Lo studio e i suoi risultati principali

Uno studio internazionale ha analizzato 224 bambini e adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica, considerati ad alto rischio di morte improvvisa, che hanno ricevuto un ICD tra il 1987 e il 2011.

  • 188 pazienti hanno ricevuto l'ICD come prevenzione prima di un evento grave (prevenzione primaria).
  • 36 pazienti hanno ricevuto l'ICD dopo un evento grave come un arresto cardiaco (prevenzione secondaria).

Durante un periodo medio di circa 4 anni, il dispositivo ha funzionato correttamente fermando aritmie pericolose nel 19% dei casi.

I tassi di intervento dell'ICD sono stati:

  • 4,5% all'anno in generale
  • 14% all'anno per chi aveva già avuto un arresto cardiaco (prevenzione secondaria)
  • 3,1% all'anno per chi aveva solo fattori di rischio senza eventi precedenti (prevenzione primaria)

Il tempo medio tra l'impianto e la prima scarica utile è stato di circa 3 anni.

Fattori di rischio e complicanze

Nei pazienti con prevenzione primaria, la probabilità che l'ICD inviasse una scarica per fermare un'aritmia era simile indipendentemente dal numero di fattori di rischio presenti.

Un fattore di rischio molto comune era la estrema ipertrofia del ventricolo sinistro, presente nel 65% dei casi con scariche appropriate.

Tuttavia, l'uso dell'ICD può comportare complicanze, come scariche non necessarie o problemi con i fili del dispositivo, che si sono verificati in circa il 41% dei pazienti dopo molti anni.

In conclusione

Nei bambini e adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica ad alto rischio, l'ICD è spesso efficace nel fermare aritmie potenzialmente letali. L'ipertrofia molto marcata del cuore è un segno importante associato a questi interventi. Tuttavia, il rischio di complicanze legate al dispositivo è significativo e deve essere considerato con attenzione quando si decide di impiantare un ICD in questa fascia di età.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA