Che cosa è stato studiato
Si è analizzata la funzione delle due parti principali del cuore, chiamate ventricolo sinistro e destro, in 62 pazienti che avevano ricevuto la terapia con antracicline durante l'infanzia. L'età media al momento del trattamento era di circa 14 anni.
Cosa è stato misurato
- I volumi del cuore, cioè la quantità di sangue contenuta nei ventricoli.
- La capacità del cuore di pompare il sangue, chiamata frazione di eiezione, sia per il ventricolo sinistro che per quello destro.
- La presenza di fibrosi focale, cioè aree di tessuto cicatriziale nel cuore, usando una tecnica chiamata "late gadolinium enhancement" (LGE).
Risultati principali
- Il 18% dei pazienti aveva una disfunzione importante del ventricolo sinistro, con una frazione di eiezione inferiore al 45%.
- Il 27% mostrava problemi simili nel ventricolo destro.
- Una disfunzione più lieve del ventricolo sinistro è stata osservata nel 61% dei casi, mentre quella del ventricolo destro nel 53%.
- I volumi del cuore erano più grandi rispetto ai valori normali, indicando un possibile aumento della dimensione dei ventricoli.
- Non è stata trovata alcuna evidenza di fibrosi, cioè di tessuto cicatriziale nel cuore, in nessun paziente.
Cosa significa
Molti pazienti che hanno superato un tumore infantile e sono stati trattati con antracicline mostrano segni di funzionamento alterato del cuore, che può riguardare uno o entrambi i ventricoli. Tuttavia, non si riscontrano segni di danno permanente sotto forma di cicatrici nel tessuto cardiaco, anche dopo una media di quasi 8 anni dal trattamento.
In conclusione
La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento utile per monitorare la salute del cuore nei bambini sopravvissuti a tumori trattati con antracicline. Anche se è possibile riscontrare una ridotta funzione cardiaca, non si osservano danni permanenti evidenti nel tessuto del cuore a lungo termine.