Che cos'è la neurocardiologia
La neurocardiologia è un campo che studia come il cuore e il cervello si influenzano tra loro in diverse situazioni mediche. Si concentra su quattro condizioni principali:
- Malattie del cuore che causano danni al cervello, come alcuni tipi di ictus causati da problemi cardiaci.
- Malattie del cervello che danneggiano il cuore, ad esempio alcune sindromi che colpiscono il cuore dopo un danno cerebrale, come la cardiomiopatia da stress o la sindrome neurocardiogenica.
- Problemi del sistema nervoso che influenzano il controllo del cuore, come l'ipotensione ortostatica (caduta della pressione quando ci si alza) e le sincope (svenimenti) in malattie neurologiche.
- Disturbi che alterano l'adattamento del cuore e della circolazione, come le sincope riflesse, che sono svenimenti causati da una reazione anomala del sistema nervoso.
Perché è importante questa nuova area
L'Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) ha creato un'area dedicata all'interazione cuore-cervello per approfondire questi temi. L'obiettivo è migliorare la prevenzione e la cura delle malattie che coinvolgono entrambi gli organi, in particolare l'ictus.
In Italia, circa un milione di persone hanno avuto un ictus e il 30% rischia di averne un altro. Spesso, la prevenzione di un secondo ictus non funziona bene perché manca una collaborazione efficace tra specialisti fin dalle prime fasi della malattia.
La rete delle neurocardiologie italiane
Per superare queste difficoltà, è stata creata una rete nazionale che unisce centri specializzati in neurologia e cardiologia, soprattutto quelli con unità per la cura dell'ictus (Stroke Unit). Oggi la rete conta 103 centri in 18 regioni italiane, con 75 centri che hanno dimostrato di poter eseguire trattamenti cardiologici avanzati durante la cura dell'ictus.
Questa rete permette di:
- Collaborare per studi clinici su larga scala.
- Organizzare corsi di formazione per medici su come gestire insieme le malattie del cuore e del cervello.
- Migliorare i percorsi di cura per i pazienti, dal momento dell'ictus fino alla fase di recupero.
Focus sulla fibrillazione atriale silente
Uno dei temi principali è la fibrillazione atriale silente, un tipo di aritmia cardiaca che può non dare sintomi ma aumenta il rischio di ictus. La rete ha avviato uno studio chiamato SAFFO (Silent Atrial Fibrillation aFter strOke) per capire se individuare questa aritmia con dispositivi di monitoraggio prolungato e trattarla con farmaci anticoagulanti può ridurre il rischio di recidive di ictus.
In conclusione
La rete delle neurocardiologie italiane rappresenta un importante passo avanti per migliorare la collaborazione tra cardiologi e neurologi. Grazie a questo lavoro congiunto, è possibile offrire una migliore prevenzione e cura delle malattie che coinvolgono cuore e cervello, riducendo il rischio di recidive di ictus e migliorando la qualità della vita dei pazienti.