Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha seguito per molti anni 391 pazienti di almeno 75 anni con malattia coronarica stabile, cioè con problemi alle arterie del cuore ma senza episodi acuti recenti. L'obiettivo era capire quali fattori possono prevedere il rischio di morte per cause cardiache o per altre cause.
Cosa è emerso dallo studio
- Durante un periodo massimo di 11 anni, circa il 23% dei pazienti è morto, con una media di circa 5,5 decessi ogni 100 persone all'anno.
- Di questi, il 9% è deceduto per cause legate al cuore.
Fattori che aumentano il rischio di morte per problemi cardiaci
- Storia familiare di malattia coronarica, cioè avere parenti con problemi simili.
- Fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare presente all'inizio dello studio.
- Età più avanzata, con un aumento del rischio ogni 5 anni in più.
- Frequenza cardiaca a riposo più alta, cioè un battito più veloce del cuore quando si è a riposo.
- Precedente intervento di rivascolarizzazione, cioè un trattamento per migliorare il flusso di sangue al cuore, che in questo caso è risultato associato a un rischio più basso.
Fattori che aumentano il rischio di morte per qualsiasi causa
- Precedente episodio acuto di sindrome coronarica, come un infarto.
- Fibrillazione atriale all'inizio dello studio.
- Uso di tabacco, sia passato che attuale, con un rischio maggiore soprattutto per chi fuma ancora.
- Età più avanzata.
- Frequenza cardiaca a riposo più alta.
- Pressione arteriosa diastolica più bassa, cioè la pressione minima nelle arterie tra un battito e l'altro.
In conclusione
Negli anziani con malattia coronarica stabile, alcuni fattori come la storia familiare, il battito cardiaco irregolare, l'età, la frequenza del battito a riposo e l'abitudine al fumo possono influenzare la probabilità di sopravvivenza a lungo termine. Inoltre, interventi precedenti per migliorare il flusso sanguigno al cuore sembrano offrire un beneficio. Conoscere questi elementi aiuta a comprendere meglio la situazione di salute di questi pazienti.