Che cosa sono le palpitazioni
Le palpitazioni, chiamate anche cardiopalmo, sono la percezione spiacevole del battito del cuore. Le persone possono descriverle in modi diversi, come un battito troppo veloce, irregolare o molto forte.
Cause principali delle palpitazioni
Le palpitazioni possono avere diverse origini, suddivise in cinque gruppi principali:
- Disturbi del ritmo cardiaco, come battiti troppo veloci, lenti o irregolari.
- Contrazioni cardiache molto intense o movimenti anomali del cuore, spesso legati a malattie del cuore o ad altre condizioni che aumentano la quantità di sangue pompata.
- Anomalie nella percezione del battito, che possono essere legate a disturbi psicologici.
- Cause sistemiche, cioè malattie che coinvolgono tutto l'organismo.
- Uso di sostanze stimolanti o droghe.
Quanto sono comuni e cosa indicano
Le palpitazioni rappresentano circa il 16% dei motivi per cui le persone si rivolgono al medico di base e sono la seconda causa più comune per una visita cardiologica, dopo il dolore al petto.
In uno studio su pazienti che si sono presentati al pronto soccorso per palpitazioni, le cause più frequenti sono state:
- Cause legate a disturbi del ritmo cardiaco (40%), come fibrillazione atriale o tachicardia.
- Cause cardiache strutturali (3%).
- Cause psicologiche (31%).
- Uso di sostanze stimolanti o droghe (6%).
- Cause sistemiche (4%).
- Cause non identificate (16%).
Prognosi e impatto sulla vita
La mortalità associata alle palpitazioni è bassa e simile a quella della popolazione generale. Tuttavia, in persone con malattie cardiache o con familiarità per morte improvvisa, o se le palpitazioni sono accompagnate da sintomi come difficoltà a respirare, svenimenti, stanchezza o dolore al petto, la situazione può essere più seria.
Le palpitazioni tendono a presentarsi e scomparire nel tempo, influenzando la qualità della vita, ma generalmente non portano a problemi gravi.
Come si valuta un paziente con palpitazioni
La valutazione iniziale comprende:
- Raccolta della storia clinica (anamnesi) e visita medica.
- Elettrocardiogramma (ECG) per registrare l'attività elettrica del cuore.
- Registrazione dell'ECG durante i sintomi, che è il metodo più affidabile per capire la causa.
Spesso, con questi esami si può capire la causa o escludere problemi gravi. Se non si trova nulla e la probabilità di un problema cardiaco è bassa, si può rassicurare il paziente e prevedere controlli nel tempo.
Se invece ci sono fattori di rischio o sintomi più preoccupanti, si possono fare ulteriori esami come:
- Monitoraggio ECG prolungato (AECG monitoring), che registra il battito per giorni o settimane.
- Studio elettrofisiologico (EPS), un esame più approfondito che può provocare e identificare aritmie.
Monitoraggio ECG prolungato (AECG monitoring)
Questo esame serve a registrare il ritmo cardiaco per periodi lunghi, utile quando i sintomi sono brevi e non si riescono a catturare con l’ECG normale. Può essere fatto con dispositivi esterni come l’Holter o con apparecchi impiantabili in casi selezionati.
Studio elettrofisiologico (EPS)
L’EPS è un esame che stimola il cuore per vedere se si possono provocare aritmie. Se durante l’esame si riproducono i sintomi o si identificano aritmie significative, si può fare una diagnosi precisa e iniziare una terapia mirata.
Questo esame è più invasivo ma può essere molto utile soprattutto in pazienti con malattie cardiache serie o sintomi gravi.
In conclusione
Le palpitazioni sono un sintomo comune e spesso non indicano un problema grave. Una valutazione medica accurata, con esami come l’ECG e la raccolta della storia clinica, permette di identificare la causa nella maggior parte dei casi o di escludere condizioni pericolose. In situazioni più complesse, si possono utilizzare esami più approfonditi per una diagnosi e un trattamento adeguati.