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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/07/2024 Lettura: ~2 min

Risonanza magnetica nel sospetto infarto NSTEMI stabile: un nuovo riferimento diagnostico?

Fonte
Shanmuganathan, et al. 10.1016/j.jcmg.2024.05.007.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si sospetta un tipo di infarto chiamato NSTEMI, la diagnosi può essere difficile e non sempre corretta, specialmente se non ci sono ostruzioni evidenti nei vasi del cuore. Uno studio recente ha valutato se la risonanza magnetica del cuore possa aiutare a migliorare la diagnosi prima di eseguire un esame invasivo chiamato coronarografia.

Che cos'è il NSTEMI e le difficoltà nella diagnosi

Il NSTEMI è un tipo di infarto del cuore che non mostra un particolare segno chiamato "sopraslivellamento del tratto ST" nell'elettrocardiogramma. In questi casi, la diagnosi può essere complicata, soprattutto se non si trovano ostruzioni evidenti nelle arterie coronarie, i vasi che portano sangue al cuore.

Lo studio sulla risonanza magnetica cardiovascolare (RMC)

Per capire meglio come diagnosticare il NSTEMI, sono stati studiati 100 pazienti stabili con sospetto infarto di questo tipo. A tutti è stata fatta una risonanza magnetica del cuore prima di eseguire la coronarografia invasiva, un esame che mostra le arterie coronarie.

La risonanza magnetica ha valutato:

  • La funzione del cuore (come si muove e pompa il sangue)
  • La presenza di edema, cioè gonfiore o infiammazione nel muscolo cardiaco
  • La presenza di danni o cicatrici nel cuore, usando un mezzo di contrasto chiamato gadolinio

Risultati principali

  • La risonanza magnetica ha confermato la presenza di infarto in circa la metà dei casi (52%).
  • Ha identificato infarti più estesi in un 15% dei pazienti.
  • In circa il 18% dei casi, ha mostrato che la causa non era ischemica, cioè non dovuta a problemi di circolazione, ma ad altre condizioni come infiammazioni (miocardite), stress cardiaco (Takotsubo) o altre malattie del muscolo cardiaco.
  • In un 11% dei pazienti, la risonanza magnetica era normale.
  • Solo in un 4% dei casi la risonanza non ha fornito informazioni utili.

Confronto con la coronarografia

Nei pazienti con ostruzioni nelle arterie coronarie (73 su 100):

  • La risonanza ha confermato l'infarto nell'84% dei casi.
  • Ha identificato condizioni diverse dall'infarto nel 10%.
  • In alcuni casi (5%), la risonanza era normale.

Nei pazienti senza ostruzioni (27 su 100):

  • La risonanza ha trovato infarti in pochi casi (22%), chiamati infarti MINOCA, cioè infarti senza ostruzione coronarica.
  • Ha cambiato la diagnosi iniziale in due terzi dei casi, indicando altre malattie o un cuore normale.

Inoltre, nei pazienti con infarto confermato dalla risonanza e ostruzioni coronariche, la risonanza ha individuato in circa l'11% dei casi una lesione responsabile diversa da quella sospettata inizialmente.

In conclusione

La risonanza magnetica del cuore può essere molto utile per migliorare la diagnosi nei pazienti con sospetto infarto NSTEMI stabile. Aiuta a distinguere tra infarto vero, altre malattie del cuore e casi senza danni evidenti. Inoltre, può indicare con maggiore precisione quale lesione nelle arterie è responsabile dell'infarto, prima di eseguire esami invasivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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