Il caso del paziente A.S.
A.S. ha 64 anni, fuma ed ha problemi di colesterolo alto. Ha anche una storia familiare di malattie cardiache. Da tempo prende aspirina per prevenire problemi al cuore, su consiglio del medico. Circa una settimana fa ha iniziato a prendere clopidogrel dopo aver avuto dolori al petto. Questo è stato deciso dal suo medico, che è anche cardiologo, in attesa di un test per valutare il cuore.
Il paziente ha preso una dose iniziale più alta (dose di carico) e poi 75 mg al giorno di clopidogrel. Poi è arrivato in pronto soccorso dopo un forte dolore al petto durato a lungo. L'elettrocardiogramma (ECG) mostrava segni di infarto nella parte inferiore del cuore.
Interventi in pronto soccorso e in sala di emodinamica
Durante il trasporto in ambulanza ha ricevuto farmaci per il dolore, un anticoagulante (eparina) e un medicinale per proteggere lo stomaco. La pressione arteriosa era bassa (100/80 mmHg), quindi non sono stati dati farmaci per dilatare i vasi (nitroderivati).
All'arrivo in pronto soccorso il dolore era ancora presente e l'ECG confermava l'infarto. È stata quindi fatta una coronarografia urgente, cioè un esame per vedere le arterie del cuore, seguita da un'angioplastica primaria, che serve a riaprire l'arteria bloccata.
In pronto soccorso al paziente sono state date due compresse di ticagrelor, un altro farmaco che agisce sulle piastrine per evitare la formazione di coaguli. In sala di emodinamica è stata trovata un'occlusione con trombo (coagulo) in un'arteria importante del cuore (coronaria destra prossimale). Durante la procedura è stato somministrato un farmaco che blocca un recettore sulle piastrine (recettore IIb/IIIa) per 12 ore, per prevenire ulteriori coaguli.
È stato posizionato uno stent medicato, un piccolo tubicino che mantiene aperta l'arteria. Il decorso dopo l'intervento è stato senza complicazioni.
Terapia dopo la dimissione
Al momento della dimissione, il paziente ha ricevuto una terapia con:
- aspirina 100 mg al giorno,
- ticagrelor 90 mg due volte al giorno per un anno,
- esomeprazolo 40 mg al giorno per proteggere lo stomaco,
- rosuvastatina 10 mg al giorno per il colesterolo,
- ramipril 5 mg al giorno per la pressione e il cuore.
Perché passare da clopidogrel a ticagrelor?
Il passaggio da clopidogrel a ticagrelor è stato studiato in uno studio importante chiamato PLATO. In questo studio, molti pazienti prendevano già aspirina e quasi la metà anche clopidogrel. Il gruppo che ha iniziato ticagrelor ha mostrato benefici maggiori rispetto a chi ha continuato con clopidogrel.
Per questo motivo, nel caso di A.S., è stato considerato giusto cambiare farmaco da clopidogrel a ticagrelor per migliorare la protezione contro nuovi eventi cardiaci.
In conclusione
In caso di infarto STEMI, anche se il paziente sta già assumendo clopidogrel, può essere utile passare a ticagrelor, un farmaco più efficace nel prevenire nuovi problemi cardiaci. Questo passaggio è supportato da studi scientifici e fa parte di una strategia terapeutica completa che include anche altri farmaci e procedure per aprire le arterie bloccate.