L'infarto miocardico acuto (chiamato anche attacco cardiaco) e l'ictus ischemico sono due emergenze mediche che hanno una cosa in comune: il sangue smette di arrivare dove dovrebbe. Nel primo caso, si blocca un'arteria del cuore. Nel secondo, si ostruisce un vaso sanguigno del cervello.
Quando questo succede, i tessuti iniziano a morire per mancanza di ossigeno. Per questo motivo, in entrambi i casi, ogni minuto conta.
Cosa succede nel tuo corpo
Nell'infarto con innalzamento del tratto ST (STEMI), un'arteria coronaria (i vasi che nutrono il muscolo cardiaco) si chiude improvvisamente. Di solito la causa è un coagulo di sangue che si forma su una placca aterosclerotica (un accumulo di grasso e altre sostanze nella parete dell'arteria).
Nell'ictus ischemico acuto, invece, si blocca un'arteria che porta sangue al cervello. Anche qui, spesso è colpa di un coagulo che può formarsi direttamente nel cervello o arrivare da altre parti del corpo, come il cuore.
💡 Perché si formano i coaguli
I coaguli di sangue si possono formare quando:
- Una placca aterosclerotica si rompe e il corpo cerca di "ripararla" formando un coagulo
- Il sangue scorre troppo lentamente (per esempio in caso di fibrillazione atriale)
- Le pareti dei vasi sanguigni sono danneggiate
Come si curano: le terapie di riperfusione
Il termine riperfusione significa "far tornare il sangue a scorrere". I medici hanno due modi principali per farlo:
Fibrinolisi: si iniettano farmaci chiamati fibrinolitici (o trombolitici) che sciolgono il coagulo. È come usare un "solvente" per far sparire il tappo che blocca il vaso.
Interventi meccanici: si entra fisicamente nel vaso sanguigno con strumenti speciali per rimuovere il coagulo o riaprire l'arteria.
Per l'infarto: angioplastica primaria
Nel caso dell'infarto, la strategia preferita è l'intervento coronarico percutaneo primario (angioplastica). Il cardiologo inserisce un tubicino sottile (catetere) attraverso un'arteria del polso o dell'inguine, lo fa arrivare fino al cuore e riapre l'arteria bloccata. Spesso inserisce anche uno stent (una piccola rete metallica) per tenere aperto il vaso.
Per l'ictus: prima gli esami, poi la cura
Per l'ictus, invece, i medici devono prima fare esami del cervello (come la TAC o la risonanza magnetica) per capire esattamente cosa è successo. Solo alcuni pazienti possono ricevere la fibrinolisi, e deve essere fatta entro 4,5 ore dai primi sintomi.
Se il coagulo è grande, si può fare la trombectomia meccanica: il medico inserisce un dispositivo speciale per "pescare" il coagulo e rimuoverlo. A volte si fa prima la fibrinolisi e poi la trombectomia: si chiama fibrinolisi a ponte.
⚠️ Riconosci i segnali di emergenza
Sintomi di infarto:
- Dolore al petto che si irradia a braccio, spalla, collo o mandibola
- Difficoltà a respirare
- Sudorazione fredda, nausea, vertigini
Sintomi di ictus (usa la regola FAST):
- Faccia: sorriso storto, bocca che pende da un lato
- Arti: debolezza o paralisi di braccio o gamba
- Speech (parola): difficoltà a parlare o a capire
- Tempo: chiama subito il 118
Perché il tempo è così importante
Sia per l'infarto che per l'ictus vale il detto: "il tempo è muscolo" e "il tempo è cervello". Più passa il tempo, più tessuto muore definitivamente.
Per questo motivo, in tutta Italia esistono reti di emergenza che collegano le ambulanze, gli ospedali locali e i centri specializzati. L'obiettivo è portare il paziente nel posto giusto nel minor tempo possibile.
Per l'infarto, l'ideale è fare l'angioplastica entro 90 minuti dall'arrivo in ospedale. Per l'ictus, la fibrinolisi deve iniziare entro 60 minuti dall'arrivo e comunque non oltre 4,5 ore dai sintomi.
✅ Cosa puoi fare per prevenire
Sia l'infarto che l'ictus si possono spesso prevenire:
- Controlla regolarmente pressione arteriosa, colesterolo e glicemia
- Non fumare e limita l'alcol
- Mantieni un peso sano e fai attività fisica regolare
- Segui una dieta ricca di frutta, verdura e pesce
- Se hai fibrillazione atriale, prendi i farmaci anticoagulanti prescritti
- Fai i controlli cardiologici consigliati dal tuo medico
Le sfide della ricerca
I medici stanno continuamente studiando modi per migliorare le cure. Una delle sfide è il danno da riperfusione: paradossalmente, quando il sangue torna a scorrere dopo essere stato bloccato, può causare ulteriori danni ai tessuti. È come quando riaccendi la luce dopo un blackout e alcune lampadine si fulminano.
I ricercatori stanno lavorando su farmaci e tecniche per proteggere il cuore e il cervello durante la riperfusione, per rendere le terapie ancora più efficaci e sicure.
In sintesi
Infarto e ictus sono emergenze mediche causate dal blocco del flusso sanguigno. Entrambi richiedono cure immediate per limitare i danni, ma con approcci diversi: angioplastica per il cuore, fibrinolisi o trombectomia per il cervello. Riconoscere i sintomi e chiamare subito il 118 può salvarti la vita. La prevenzione, attraverso uno stile di vita sano e controlli regolari, resta sempre la strategia migliore.