Che cosa è stato studiato
Alcuni pazienti con un defibrillatore impiantabile (un dispositivo che aiuta a correggere battiti cardiaci troppo veloci o irregolari) possono avere episodi frequenti di tachicardia o fibrillazione ventricolare, cioè ritmi cardiaci molto accelerati e pericolosi. L’amiodarone è un farmaco usato per controllare queste aritmie, ma a volte non è efficace o non viene tollerato bene dal paziente.
Per questo motivo, i ricercatori hanno valutato se l’aggiunta di un altro farmaco, la mexiletina, potesse aiutare a ridurre questi episodi in pazienti già trattati con amiodarone.
Come è stato condotto lo studio
- 29 pazienti con defibrillatore impiantabile e tachiaritmie frequenti sono stati trattati con mexiletina, in aggiunta all’amiodarone quando possibile.
- La dose media di mexiletina era di 300 mg al giorno.
- I pazienti sono stati seguiti per circa 12 mesi.
- Si è confrontato il numero di episodi di aritmia e le scariche del defibrillatore prima e dopo l’inizio della mexiletina.
Risultati principali
- Nei primi 3 mesi di trattamento, gli episodi di tachicardia o fibrillazione ventricolare si sono ridotti significativamente (in media da 12 a 2 eventi).
- Anche le scariche del defibrillatore, che indicano episodi gravi, sono diminuite (da 2 a 0 eventi in media).
- Nessun paziente ha dovuto interrompere la mexiletina a causa di effetti collaterali.
- Nel lungo termine, l’efficacia della mexiletina è stata osservata soprattutto nei pazienti che hanno continuato anche la terapia con amiodarone.
In conclusione
L’aggiunta della mexiletina all’amiodarone può aiutare a ridurre gli episodi di aritmie ventricolari pericolose in pazienti con defibrillatore impiantabile, soprattutto quando l’amiodarone da solo non è sufficiente. Il trattamento è risultato ben tollerato e ha mostrato benefici significativi nei primi mesi.