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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/09/2013 Lettura: ~2 min

Pacing temporaneo con elettrocateteri permanenti esternalizzati dopo estrazione di device cardiaco

Fonte
Europace (2013) 15 (9): 1287-1291. doi: 10.1093/europace/eut045.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo la rimozione di un dispositivo cardiaco impiantabile infetto, alcuni pazienti hanno bisogno di un supporto temporaneo per il battito cardiaco. Questo testo spiega un metodo che migliora la sicurezza e il comfort durante questo periodo, utilizzando elettrocateteri permanenti collegati a un generatore esterno.

Che cosa significa il pacing temporaneo con elettrocateteri permanenti esternalizzati?

Quando un dispositivo cardiaco impiantabile, come un pacemaker, viene rimosso a causa di un'infezione, alcuni pazienti dipendono dal pacemaker per mantenere il battito cardiaco. In questi casi, è necessario un sistema temporaneo per stimolare il cuore durante il trattamento antibiotico.

Il pacing temporaneo tradizionale può causare problemi come:

  • perdita di stimolazione efficace del cuore (perdita di cattura);
  • incapacità di percepire correttamente i segnali del cuore (undersensing);
  • limitazione nei movimenti del paziente, con conseguente disagio.

Per superare questi problemi, è stato studiato l'uso di un sistema chiamato TPPM (pacing temporaneo con elettrocateteri permanenti a fissazione attiva esternalizzati). Questo sistema prevede:

  • l'inserimento di un elettrocatetere permanente nel ventricolo destro del cuore attraverso una vena del collo (vena giugulare interna);
  • la connessione di questo elettrocatetere a un generatore esterno fissato alla base del collo;
  • il mantenimento di questo sistema per un periodo medio di circa 19 giorni, durante il quale il paziente può ricevere le cure necessarie.

Vantaggi del TPPM

  • Stabilità: l'elettrocatetere rimane ben fissato, evitando problemi di perdita di stimolazione o di rilevamento dei segnali cardiaci.
  • Maggiore mobilità: i pazienti possono muoversi più liberamente rispetto al pacing temporaneo tradizionale.
  • Comfort: il sistema è più tollerabile e permette anche la dimissione a domicilio o in strutture di cura durante il trattamento.

Risultati dello studio

Lo studio ha coinvolto 47 pazienti con infezione del dispositivo cardiaco, di cui 23 avevano bisogno di pacing temporaneo. In questi ultimi, l'uso del TPPM ha mostrato:

  • assenza di problemi come perdita di stimolazione o di rilevamento dei segnali;
  • possibilità di dimissione di 12 pazienti con il sistema attivo fino al completamento della terapia antibiotica e al reimpianto del pacemaker permanente.

In conclusione

L'uso di elettrocateteri permanenti collegati a un generatore esterno rappresenta una soluzione sicura ed efficace per i pazienti che necessitano di un supporto temporaneo del battito cardiaco dopo la rimozione di un dispositivo infetto. Questo metodo migliora la stabilità del sistema e il benessere del paziente durante il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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