Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto pazienti afroamericani con ipertensione arteriosa essenziale e diabete di tipo 2, tutti già trattati con ACE-inibitori, farmaci che aiutano a controllare la pressione. I pazienti hanno ricevuto nebivololo o metoprololo, due tipi di beta bloccanti, e sono stati monitorati ogni sei mesi.
Come sono stati valutati i pazienti
- Pressione arteriosa brachiale: la pressione misurata al braccio.
- Pressione aortica: la pressione nella grande arteria principale del cuore.
- Indice di aumento (augmentation index) e velocità dell’onda di polso (PWV): misure che indicano la rigidità o la flessibilità dell’aorta.
Risultati principali
- Entrambi i farmaci hanno ridotto la pressione sistolica brachiale (la pressione massima durante il battito cardiaco) in modo simile.
- Entrambi hanno anche ridotto la pressione diastolica aortica (la pressione minima nell’aorta tra un battito e l’altro).
- Non ci sono state differenze significative tra nebivololo e metoprololo nella pressione aortica, nell’indice di aumento e nella velocità dell’onda di polso.
- Il metoprololo è stato associato a un aumento dell’emoglobina glicata, un indicatore del controllo dello zucchero nel sangue, mentre il nebivololo no.
Cosa significa tutto questo
In pazienti con diabete e ipertensione già trattati con ACE-inibitori, il nebivololo e il metoprololo sono ugualmente efficaci nel ridurre la pressione arteriosa e nel mantenere la flessibilità dell’aorta. Tuttavia, il nebivololo sembra mantenere stabile il controllo dello zucchero nel sangue, mentre il metoprololo può peggiorarlo.
In conclusione
Entrambi i beta bloccanti riducono la pressione arteriosa e non differiscono nel migliorare la flessibilità dell’aorta. Il nebivololo, però, offre un vantaggio nel mantenere stabile il controllo del glucosio nei pazienti con diabete e ipertensione trattati con ACE-inibitori.