Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due grandi gruppi di pazienti con diabete, tutti con almeno 65 anni:
- 1.061.095 persone iscritte a Medicare Part D, un programma che usa piani privati con diverse liste di farmaci coperti.
- 510.485 persone assistite dal Dipartimento per i Veterani (VA), che usa una lista unica nazionale di farmaci.
Lo scopo era capire quante persone usano farmaci non generici, cioè quelli di marca, tra i seguenti tipi di medicine:
- Farmaci per abbassare lo zucchero nel sangue (ipoglicemizzanti orali)
- Statine, usate per controllare il colesterolo
- Farmaci per la pressione, come ACE-inibitori o bloccanti dei recettori dell’angiotensina (ARB)
- Insuline ad azione prolungata
Risultati principali
- Nei pazienti Medicare, l’uso di farmaci non generici era da 2 a 3 volte più alto rispetto ai pazienti VA.
- Per esempio, il 35,3% dei pazienti Medicare usava ipoglicemizzanti orali non generici, contro il 12,7% del VA.
- Per le statine, la percentuale era 50,7% in Medicare e 18,2% nel VA.
- Per ACE-inibitori o sartani, 42,5% contro 20,8%.
- Per le insuline ad azione prolungata, 75,1% contro 27,0%.
Questi dati mostrano una differenza importante nell’uso di farmaci di marca tra i due sistemi.
Impatto sulla spesa sanitaria
Se i pazienti Medicare avessero usato farmaci non generici nella stessa misura dei pazienti VA, la spesa sanitaria per i farmaci sarebbe stata inferiore di circa 1,4 miliardi di dollari. Questo significa che scegliere farmaci generici può aiutare a ridurre i costi senza cambiare la cura.
In conclusione
Lo studio evidenzia che il modo in cui i programmi sanitari gestiscono le prescrizioni può influenzare molto la spesa per i farmaci non generici. Usare più farmaci generici, che hanno lo stesso effetto ma costano meno, potrebbe portare a risparmi importanti senza compromettere la cura delle persone con diabete.