Che cosa è stato studiato
È stata fatta una revisione approfondita e un'analisi combinata dei dati di singoli pazienti provenienti da tre studi clinici importanti. Questi studi hanno confrontato:
- l'intervento coronarico percutaneo (PCI), cioè una procedura per aprire le arterie del cuore, guidata dalla misura della riserva di flusso frazionale (FFR), che aiuta a capire se una lesione blocca davvero il flusso del sangue;
- la terapia medica, cioè il trattamento con farmaci senza intervento invasivo.
I pazienti coinvolti avevano lesioni nelle arterie del cuore stabili o erano stati stabilizzati dopo un evento cardiaco acuto.
Come è stato condotto lo studio
Sono stati raccolti i dati di 2.400 pazienti da 54 centri nel mondo. Di questi, 1.056 hanno ricevuto l'intervento guidato da FFR, mentre 1.344 sono stati trattati solo con farmaci. I ricercatori hanno seguito i pazienti per un tempo medio di circa 3 anni.
Cosa hanno trovato
Il risultato principale osservato è stato un miglioramento significativo nei pazienti trattati con l'intervento guidato da FFR. In particolare, c'è stata una riduzione del rischio combinato di morte per cause cardiache o infarto del miocardio (attacco di cuore). Questa differenza è stata soprattutto dovuta a una diminuzione degli infarti nel gruppo con intervento.
Perché è importante
Questi risultati suggeriscono che usare la riserva di flusso frazionale per guidare l'intervento nelle arterie del cuore può aiutare a prevenire eventi gravi come infarti o morte cardiaca, rispetto a curare solo con i farmaci.
In conclusione
L'analisi combinata di questi studi mostra che l'intervento coronarico guidato dalla misura della riserva di flusso frazionale riduce il rischio di infarto e morte cardiaca rispetto alla sola terapia medica in pazienti con lesioni coronariche stabili o stabilizzati dopo un evento acuto.