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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2013 Lettura: ~2 min

Denervazione renale in paziente con diabete, ipertensione e dislipidemia

Fonte
Simone Vettoretti, U.O. Nefrologia, dialisi e trapianto renale, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore, Policlinico di Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Simone Vettoretti Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1121 Sezione: 35

Introduzione

Questo testo racconta la storia di Mario, un uomo con diverse condizioni di salute croniche, tra cui ipertensione, diabete e problemi ai reni. Descrive come un trattamento chiamato denervazione renale abbia portato a miglioramenti significativi nella sua pressione sanguigna, nella ritenzione di liquidi e nella funzione renale, offrendo un esempio concreto di come questa procedura possa aiutare pazienti con situazioni simili.

Chi è Mario e quali sono le sue condizioni

Mario ha 72 anni e convive da molto tempo con diverse malattie: ipertensione arteriosa (pressione alta), diabete di tipo 2 e dislipidemia mista (alterazioni dei grassi nel sangue). Negli ultimi due anni la sua funzione renale è peggiorata, con aumento della proteinuria, cioè la presenza di proteine nelle urine, segno di danno ai reni.

Ha avuto anche altri problemi, come un intervento alla tiroide e una retinopatia diabetica, che è un danno agli occhi causato dal diabete. Presentava gonfiore alle gambe e valori di pressione sanguigna molto alti, nonostante fosse già in cura con farmaci.

Esami e valutazioni effettuate

  • L'ecografia ha mostrato reni di dimensioni ridotte con alcune cisti e tessuto renale assottigliato.
  • L'elettrocardiogramma e l'ecocardiogramma hanno evidenziato un cuore con alcune modifiche dovute alla pressione alta, ma senza danni gravi.
  • La pressione arteriosa monitorata per 24 ore ha confermato valori elevati, soprattutto durante il giorno e senza il normale calo notturno.
  • Una tomografia computerizzata (Angio-TC) ha mostrato arterie renali aperte, con piccole calcificazioni.

Il trattamento e la procedura di denervazione renale

Nonostante l'aumento della dose di diuretici (farmaci che aiutano a eliminare i liquidi) e l'aggiunta di un altro farmaco, la pressione di Mario rimaneva alta e il gonfiore non migliorava molto. Per questo motivo, è stata decisa una procedura chiamata denervazione renale bilaterale, eseguita con una sonda a radiofrequenza. Questa tecnica mira a ridurre l'attività nervosa che contribuisce alla pressione alta e alla ritenzione di liquidi.

I risultati dopo la denervazione renale

  • Subito dopo l'intervento, Mario ha aumentato la quantità di urina prodotta, permettendo di sospendere temporaneamente i diuretici.
  • Ha perso circa 5 kg nei primi tre giorni e 20 kg nei sei mesi successivi.
  • La pressione arteriosa è diminuita significativamente, con una riduzione di circa 20 mmHg nella pressione sistolica (massima) e 12 mmHg nella diastolica (minima) nelle 24 ore.
  • Il gonfiore alle gambe e la difficoltà a respirare durante gli sforzi sono migliorati.
  • La quantità di proteine nelle urine si è ridotta, segno di miglioramento della funzione renale, che non è peggiorata.

In conclusione

La denervazione renale ha portato a benefici importanti per Mario, migliorando il controllo della pressione sanguigna, riducendo il gonfiore e la difficoltà respiratoria, e aiutando la funzione dei reni senza effetti negativi. Questo caso mostra come, in pazienti con ipertensione resistente e problemi renali, questa procedura possa essere una opzione da considerare insieme al medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Simone Vettoretti

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