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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/09/2013 Lettura: ~2 min

Terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) e insufficienza cardiaca con QRS stretto

Fonte
Studio pubblicato il 3 settembre 2013, DOI: 10.1056/NEJMoa1306687.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per alcune persone con insufficienza cardiaca. Tuttavia, il suo beneficio dipende da alcune caratteristiche specifiche del cuore, come la durata del complesso QRS. Qui spieghiamo cosa significa questo e cosa è emerso da uno studio recente.

Che cos'è la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)?

La CRT è un trattamento che utilizza un dispositivo impiantato per aiutare il cuore a battere in modo più coordinato. Questo può migliorare la funzione cardiaca e ridurre i sintomi in persone con insufficienza cardiaca cronica, specialmente quando il cuore ha difficoltà a pompare il sangue.

Il ruolo del complesso QRS

Il complesso QRS è una parte del tracciato elettrocardiografico (ECG) che mostra l'attività elettrica del cuore. Quando il QRS è largo, significa che il segnale elettrico impiega più tempo a diffondersi nel cuore, causando un battito meno coordinato.

La CRT è già nota per essere efficace in pazienti con QRS largo, aiutando a migliorare la sincronizzazione del cuore.

Perché si è pensato di usare la CRT anche con QRS stretto?

Alcuni pazienti con QRS stretto (cioè con una durata inferiore a 130 millisecondi) possono comunque mostrare una dissincronia meccanica, cioè una mancanza di coordinazione nei movimenti del cuore, visibile con l'ecocardiogramma. Questo ha portato a ipotizzare che la CRT potesse essere utile anche in questi casi.

Lo studio clinico

  • Lo studio ha coinvolto 809 pazienti con insufficienza cardiaca grave (classi III o IV secondo NYHA), con una frazione di eiezione del ventricolo sinistro pari o inferiore al 35% e QRS stretto.
  • Tutti i pazienti hanno ricevuto il dispositivo CRT, ma sono stati divisi casualmente in due gruppi: uno con CRT attivata e uno con CRT spenta.
  • L'obiettivo principale era valutare se la CRT riducesse la morte per qualsiasi causa o la prima ospedalizzazione per peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
  • Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché i dati mostravano che la CRT non portava benefici in questo gruppo di pazienti.

Risultati principali

  • Il 28,7% dei pazienti con CRT attivata ha raggiunto l'evento principale (morte o ospedalizzazione), contro il 25,2% del gruppo senza CRT attivata.
  • Il numero di morti è stato maggiore nel gruppo con CRT attivata (11,1%) rispetto al gruppo di controllo (6,4%).
  • Questi risultati indicano che, in pazienti con QRS stretto, la CRT non riduce il rischio di morte o ospedalizzazione e potrebbe addirittura aumentare la mortalità.

In conclusione

La terapia di resincronizzazione cardiaca è efficace principalmente in pazienti con insufficienza cardiaca e QRS largo. Nei pazienti con QRS stretto, la CRT non sembra offrire benefici e potrebbe essere addirittura dannosa. È quindi importante valutare attentamente le caratteristiche del cuore prima di decidere questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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