Che cos'è la nefropatia da contrasto
La nefropatia da contrasto è un danno ai reni che può comparire dopo l'uso di sostanze di contrasto durante esami cardiologici come l'angiografia coronarica. Questo problema può rendere più difficile la guarigione dei pazienti con malattie cardiache.
Lo studio PRATO-ACS
Lo studio ha coinvolto pazienti con sindrome coronarica acuta (un gruppo di condizioni che indicano un problema improvviso al cuore) che non avevano mai preso statine prima. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- Un gruppo ha ricevuto subito una dose alta di rosuvastatina (40 mg all'inizio, poi 20 mg al giorno).
- L'altro gruppo non ha ricevuto statine.
Lo scopo era vedere se il gruppo trattato con rosuvastatina avesse meno casi di nefropatia da contrasto.
Come è stato definito il danno renale
La nefropatia da contrasto è stata definita come un aumento della creatinina (un indicatore della funzione renale) di almeno 0,5 mg/dl o del 25% rispetto al valore iniziale entro 72 ore dall'uso del mezzo di contrasto.
Risultati principali
- Il gruppo con rosuvastatina ha avuto un'incidenza di nefropatia da contrasto del 6,7%, molto più bassa rispetto al 15,1% del gruppo senza statine.
- Questa differenza è risultata significativa anche dopo aver considerato altri fattori di rischio come età, diabete, pressione alta e quantità di contrasto usata.
- A 30 giorni, gli eventi gravi come morte, necessità di dialisi, infarto, ictus o danno renale persistente sono stati meno frequenti nel gruppo con statine (3,6% contro 7,9%).
- Un follow-up a 6 mesi ha mostrato una tendenza verso una minore mortalità o infarto non fatale nel gruppo trattato con rosuvastatina.
Conclusioni degli autori
Somministrare alte dosi di rosuvastatina subito all'ingresso in ospedale può prevenire il danno renale da contrasto e migliorare la salute a breve termine nei pazienti con sindrome coronarica acuta che non avevano mai preso statine e che devono sottoporsi a procedure invasive.
Questi risultati supportano l'uso regolare di alte dosi di statine in questi pazienti prima di interventi cardiologici, anche se sono necessari ulteriori studi per capire se una dose aggiuntiva di statine possa aiutare chi già le assume da tempo.
In conclusione
In pazienti con sindrome coronarica acuta che non hanno mai preso statine, l'uso precoce di alte dosi di rosuvastatina può ridurre significativamente il rischio di danno renale causato dal mezzo di contrasto usato durante gli esami cardiologici. Questo trattamento è anche associato a una migliore salute generale nei giorni successivi all'intervento.