Che cos'è lo studio ORIGIN?
Lo studio ha coinvolto 12.537 persone con problemi di zucchero nel sangue (disglicemia) e alto rischio di malattie cardiovascolari. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:
- uno ha ricevuto insulina glargine, un tipo di insulina a lunga durata d'azione, con l'obiettivo di mantenere il livello di zucchero a digiuno sotto 95 mg/dL;
- l'altro ha seguito le cure standard per il controllo del glucosio.
Come è stata definita l'ipoglicemia?
L'ipoglicemia è stata classificata in due tipi:
- Ipoglicemia non grave: sintomi di basso zucchero con valori di glicemia pari o inferiori a 54 mg/dL;
- Ipoglicemia grave: episodi che hanno richiesto assistenza medica o con valori di zucchero pari o inferiori a 36 mg/dL.
Quali risultati sono stati valutati?
Lo studio ha analizzato diversi eventi importanti:
- morte per cause cardiovascolari, infarto o ictus non fatale;
- mortalità totale;
- mortalità per cause cardiovascolari;
- morte causata da problemi del ritmo cardiaco (aritmia).
Cosa hanno mostrato i risultati?
Durante circa 6 anni di osservazione:
- Nel gruppo trattato con insulina glargine, il 41,7% non ha avuto episodi di ipoglicemia grave, mentre nel gruppo con cura standard questa percentuale era del 14,4%.
- Gli episodi di ipoglicemia grave si sono verificati nel 5,7% dei pazienti con insulina e nel 1,8% di quelli con terapia standard.
Chi ha avuto un episodio di ipoglicemia grave ha mostrato un rischio più alto di:
- eventi cardiovascolari gravi (come infarto o ictus);
- morte in generale;
- morte per cause cardiache;
- morte per problemi del ritmo cardiaco.
Risultati simili sono stati osservati anche per le ipoglicemie gravi che si verificano durante la notte.
In conclusione
Lo studio ORIGIN suggerisce che l'ipoglicemia grave è collegata a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità. Questo evidenzia l'importanza di monitorare attentamente i livelli di zucchero nel sangue, soprattutto in persone con alto rischio cardiaco.