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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/11/2013 Lettura: ~2 min

Nuovo indicatore nell'ECG per valutare la risposta alla terapia CRT

Fonte
Europace (2013) 15 (11): 1615-1621.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per alcune persone con problemi al cuore. Questo testo spiega come un particolare segnale nell'elettrocardiogramma (ECG) possa aiutare a capire meglio chi risponde bene a questa terapia.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di 51 pazienti, con un'età media di circa 67 anni, è stato sottoposto a un ECG prima e tre mesi dopo aver iniziato la terapia CRT. L'ECG è un esame che registra l'attività elettrica del cuore.

In particolare, sono stati misurati diversi intervalli di tempo nelle onde dell'ECG nelle posizioni chiamate V1 e V6, che rappresentano diverse aree del cuore. Questi intervalli includono:

  • La durata totale del complesso QRS, che indica quanto tempo impiega il segnale elettrico a passare attraverso i ventricoli.
  • Il tempo dall'inizio del QRS al picco dell'onda R.
  • Il tempo tra il picco dell'onda R e il picco dell'onda S nelle derivazioni V1 e V6.
  • Il tempo dal picco dell'onda S alla fine del QRS.
  • La differenza tra il tempo QR in V6 e in V1.

Cosa significa essere "responder" alla CRT

I pazienti sono stati considerati "responder", cioè con una buona risposta alla terapia, se dopo tre mesi avevano un miglioramento di almeno il 5% nella frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS), che è una misura di quanto bene il cuore pompa il sangue, e un miglioramento di almeno una classe nella scala NYHA, che valuta la gravità dei sintomi di insufficienza cardiaca.

Risultati principali

Tra tutti gli intervalli misurati, solo il tempo dall'onda R all'onda S nella derivazione V1 (chiamato RS - V1) misurato prima della terapia era significativamente più lungo nei pazienti che hanno risposto bene alla CRT rispetto a quelli che non hanno risposto.

In dettaglio:

  • Nei pazienti con RS - V1 maggiore o uguale a 45 millisecondi, l'83% ha risposto bene alla terapia.
  • Nei pazienti con RS - V1 inferiore a 45 millisecondi, solo il 33% ha risposto.

Questo significa che un valore di RS - V1 pari o superiore a 45 ms può essere un buon indicatore per prevedere chi trarrà beneficio dalla CRT.

Inoltre, una riduzione di almeno 10 ms del valore RS - V1 dopo la terapia era anch'essa legata a una buona risposta clinica.

Infine, una diminuzione del valore RS - V1 era correlata con un miglioramento della funzione del cuore e dei sintomi riportati dai pazienti.

In conclusione

Un particolare intervallo di tempo misurato nell'ECG, chiamato RS - V1, può aiutare a identificare chi risponderà meglio alla terapia di resincronizzazione cardiaca. Valori più alti di RS - V1 prima della terapia e una sua riduzione dopo il trattamento sono associati a un miglioramento della funzione cardiaca e dei sintomi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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