Chi è il paziente e la sua storia
Il paziente ha 81 anni e ha diverse condizioni mediche: pressione alta, colesterolo alto, diabete non insulino-dipendente, una lieve insufficienza renale e una precedente infezione da virus dell'epatite C senza danni al fegato. Nel 2004 ha avuto un infarto al cuore con una complicazione grave, ma è stato curato con successo con un intervento chirurgico.
Successivamente ha sviluppato una forma di debolezza del cuore chiamata cardiomiopatia dilatativa ischemica, con una funzione cardiaca molto ridotta (circa il 25%). Nel 2011 è stata fatta una coronarografia che ha mostrato una malattia in un ramo del cuore, trattata senza intervento chirurgico perché l’area era già danneggiata in modo permanente.
Per prevenire problemi gravi, è stato impiantato un dispositivo chiamato ICD monocamerale, che può rilevare e trattare aritmie pericolose. Il paziente prende diversi farmaci per il cuore e altre condizioni.
La situazione attuale
Il paziente arriva in pronto soccorso perché sente il cuore battere forte (cardiopalmo) e riferisce stanchezza, dolore al petto e difficoltà a respirare durante gli sforzi, da circa una settimana. Non ha sentito interventi dal suo ICD. La pressione è nella norma e non ci sono segni evidenti di scompenso cardiaco grave.
Che cos’è una tachicardia a QRS largo?
Il termine "tachicardia" indica un battito cardiaco molto veloce. "QRS largo" si riferisce a una particolare forma del segnale elettrico del cuore che si vede nell’elettrocardiogramma (ECG). Questo può indicare che il battito veloce parte dai ventricoli, cioè dalle camere inferiori del cuore, o che il segnale elettrico si propaga in modo anomalo.
Diagnosi differenziale
- Tachicardia sinusale con blocco di branca: è un battito veloce normale con un ritardo nella conduzione elettrica. Per confermarlo serve un ECG precedente che mostri questo ritardo.
- Tachicardia ventricolare (TV): è un battito veloce che parte direttamente dai ventricoli, spesso pericoloso. Nel caso descritto, i segni sull’ECG indicano con molta probabilità questa diagnosi.
- Tachicardia sopraventricolare con conduzione aberrante: è un battito veloce che parte dalle camere superiori ma si propaga in modo anomalo, ma in questo caso i criteri ECG non supportano questa diagnosi.
Come si è gestita la tachicardia ventricolare nel paziente
La tachicardia è "sostenuta" (dura a lungo) ma lenta (110 battiti al minuto) e il paziente la tollera bene, con pressione stabile e senza segni di scompenso grave.
In queste condizioni, non è necessario intervenire subito con la defibrillazione elettrica, che è una scarica per fermare il battito anomalo. Si può iniziare con un farmaco antiaritmico chiamato amiodarone, somministrato per via endovenosa, e correggere eventuali squilibri di potassio nel sangue, che possono peggiorare le aritmie.
Nel caso specifico, l’amiodarone da solo non ha fermato l’aritmia, quindi si è proceduto con la cardioversione elettrica, che ha ripristinato un ritmo cardiaco normale.
La terapia domiciliare consigliata
Dopo l’episodio, è importante continuare con la terapia farmacologica per prevenire nuove aritmie. Nel paziente si è deciso di continuare:
- Amiodarone per via orale: per mantenere il controllo delle aritmie.
- Carvedilolo (un beta-bloccante): anche se a basso dosaggio, è importante continuarlo perché aiuta a prevenire le aritmie e migliora la prognosi nei pazienti con debolezza del cuore.
Non è consigliabile sospendere il beta-bloccante, perché anche dosi basse hanno effetti protettivi importanti.
In conclusione
La tachicardia a QRS largo è un battito cardiaco veloce che può avere origine nei ventricoli e può essere pericolosa. Nel caso descritto, il paziente ha una forma di tachicardia ventricolare lenta ma sostenuta, che è stata trattata inizialmente con farmaci e poi con cardioversione elettrica. La terapia a lungo termine prevede la continuazione di amiodarone e beta-bloccanti per prevenire nuove aritmie e migliorare la funzione cardiaca. È importante che il trattamento sia personalizzato e seguito da specialisti cardiologi.