Che cosa è stato studiato
Il Centro Cuore di Lipsia ha condotto uno studio su 227 pazienti con tachicardia ventricolare sostenuta, suddivisi in due gruppi:
- 63 pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica (NIDCM), cioè una forma di malattia del cuore non causata da problemi alle arterie coronarie;
- 164 pazienti con cardiomiopatia dilatativa ischemica (ICM), cioè causata da ridotto flusso di sangue al cuore a causa di arterie ostruite.
Tutti i pazienti sono stati trattati con ablazione tramite radiofrequenza, una tecnica che usa calore per eliminare le aree del cuore che causano l’aritmia.
Risultati della procedura
Durante la procedura, l’obiettivo è stato quello di rendere non più inducibile la tachicardia ventricolare, cioè impedire che si possa ripresentare. I risultati sono stati:
- La completa eliminazione di tutte le forme di tachicardia è stata raggiunta nel 66,7% dei pazienti con NIDCM e nel 77,4% di quelli con ICM.
- Eliminare solo le forme di tachicardia che causano sintomi è stato possibile nel 22,2% dei pazienti non ischemici e nel 18,3% di quelli ischemici.
- Non ci sono state differenze significative nei risultati immediati tra i due gruppi.
Risultati a lungo termine
Dopo un anno, i pazienti sono stati seguiti per verificare la ricomparsa della tachicardia:
- Il 57% dei pazienti con cardiomiopatia ischemica è rimasto libero da tachicardia.
- Solo il 40,5% dei pazienti con cardiomiopatia non ischemica è rimasto libero da tachicardia.
- Il rischio di recidiva è risultato più alto nel gruppo non ischemico.
- In entrambi i gruppi, se la procedura non aveva avuto successo completo, era più probabile che la tachicardia tornasse.
Cosa significa tutto questo
Anche se la procedura di ablazione ha avuto un successo simile subito dopo l’intervento nei due gruppi, i pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica hanno avuto risultati peggiori nel tempo. Questo suggerisce che la causa della malattia cardiaca influisce sulla risposta a lungo termine all’ablazione.
Inoltre, ottenere la completa eliminazione di tutte le forme di tachicardia durante la procedura è importante per migliorare i risultati a lungo termine, soprattutto nei pazienti con cardiomiopatia non ischemica.
In conclusione
L’ablazione della tachicardia ventricolare è una procedura efficace sia nei pazienti con cardiomiopatia ischemica sia in quelli con cardiomiopatia non ischemica. Tuttavia, i pazienti con cardiomiopatia non ischemica tendono ad avere una maggiore probabilità che la tachicardia ritorni nel tempo. Per questo motivo, è importante cercare di eliminare completamente tutte le forme di tachicardia durante la procedura, per migliorare i risultati a lungo termine in questi pazienti.