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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/11/2013 Lettura: ~3 min

Quando il TTR non è soddisfacente: cosa fare

Fonte
Fabrizio Ammirati, UOC Cardiologia, Ospedale GB Grassi, Policlinico L. Di Liegro - ASL Roma D

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Ammirati Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Quando una persona assume farmaci per prevenire problemi di coagulazione del sangue, è importante che il trattamento sia ben controllato. A volte, però, i valori di controllo possono essere instabili o non adeguati. In questi casi, il medico può valutare di cambiare la terapia per garantire maggiore sicurezza ed efficacia.

Che cosa è successo nel caso descritto

Un uomo di 72 anni con problemi di pressione alta e colesterolo elevato ha avuto un episodio di fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco che causa palpitazioni. Era già in cura con un farmaco anticoagulante chiamato warfarin, prescritto dopo episodi simili precedenti.

Durante il controllo in pronto soccorso, il suo valore di INR (un esame che misura quanto il sangue si coagula) era troppo alto, segno che il warfarin non era ben bilanciato. Dopo un trattamento per riportare il cuore a un ritmo normale, si è deciso di valutare meglio la sua terapia anticoagulante.

Cos'è il TTR e perché è importante

Il TTR (Time in Therapeutic Range) indica la percentuale di tempo in cui l’INR rimane entro i valori considerati sicuri ed efficaci. Nel caso di questo paziente, il TTR era inferiore al 50%, cioè il suo sangue non era ben protetto dalla terapia anticoagulante per più della metà del tempo.

Come si è proceduto

  • È stata valutata la funzione renale del paziente, perché alcuni farmaci anticoagulanti nuovi vengono eliminati dai reni. In questo caso, la funzione renale era adeguata.
  • È stato calcolato il rischio di trombosi (formazione di coaguli) usando un punteggio chiamato CHA2DS2-VASc, risultato alto (3).
  • È stato anche valutato il rischio di sanguinamento con un altro punteggio chiamato HAS-BLED, anch’esso alto (3), ma questo non impedisce l’uso dei nuovi anticoagulanti.

La scelta terapeutica

Si è deciso di passare dal warfarin a un nuovo anticoagulante orale chiamato dabigatran, indicato per la fibrillazione atriale non causata da problemi alle valvole cardiache. Questo farmaco ha un effetto simile nel prevenire i coaguli ma con un rischio di sanguinamento generalmente più basso.

Per ridurre ulteriormente il rischio di sanguinamento, è stato scelto un dosaggio più basso di dabigatran (110 mg due volte al giorno) invece del dosaggio pieno (150 mg due volte al giorno).

Indicazioni per il paziente

  • Il paziente deve interrompere il warfarin e attendere che l’INR scenda sotto 2.0 prima di iniziare il dabigatran.
  • Durante questo periodo, non deve assumere altri farmaci anticoagulanti.
  • È stato fissato un appuntamento per controlli regolari sia del ritmo cardiaco sia della terapia anticoagulante.

In conclusione

Quando la terapia anticoagulante con warfarin non mantiene i valori di coagulazione entro limiti sicuri per un tempo sufficiente (TTR basso), è importante valutare altre opzioni. I nuovi anticoagulanti orali, come il dabigatran, possono essere una scelta efficace e più sicura per molti pazienti, soprattutto se ben monitorati e seguiti dal medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Ammirati

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