Che cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha valutato se abbassare la soglia di glicemia a digiuno per identificare chi è a rischio di diabete possa essere conveniente e utile. Si è preso in considerazione un gruppo di adulti negli Stati Uniti di età pari o superiore a 45 anni, senza diabete, e si è valutato cosa succede abbassando la soglia da 120 mg/dl a 90 mg/dl, in passi di 5 mg/dl.
Cosa significa abbassare la soglia di glicemia
Abbassare la soglia significa considerare a rischio più persone, iniziando la prevenzione prima. Le persone identificate come ad alto rischio hanno ricevuto un intervento sullo stile di vita, cioè consigli per migliorare alimentazione, attività fisica e abitudini per ridurre il rischio di sviluppare il diabete.
Risultati principali
- Abbassare la soglia di glicemia aumenta il numero di anni vissuti in buona salute (QALYs, cioè anni di vita aggiustati per la qualità).
- Aumentano anche i costi per la sanità, perché più persone ricevono interventi preventivi.
- Il costo per ogni anno di vita in buona salute guadagnato aumenta abbassando la soglia.
- Ad esempio, abbassando la soglia da 120 a 90 mg/dl, il costo per ogni anno di vita guadagnato varia da circa 30.000 a oltre 115.000 dollari.
Qual è la soglia consigliata
Secondo questo studio, una soglia di glicemia a digiuno di 105 mg/dl o superiore rappresenta un buon equilibrio tra benefici e costi. Se i costi della prevenzione diminuissero, anche una soglia più bassa potrebbe essere efficace.
In conclusione
Abbassare la soglia di glicemia per iniziare la prevenzione del diabete può portare a maggiori benefici per la salute, ma comporta anche costi più alti. Una soglia di 105 mg/dl o più è attualmente un punto di equilibrio valido per identificare chi ha bisogno di interventi preventivi.