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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/11/2013 Lettura: ~2 min

Come l’ECG può aiutare a prevedere la risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca

Fonte
Europace (2013) 15 (11): 1615-1621. doi: 10.1093/europace/eut151.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per alcune persone con problemi al cuore. Capire in anticipo chi ne può trarre più beneficio è molto utile. Uno studio ha mostrato che un semplice esame chiamato ECG può fornire indicazioni preziose in questo senso.

Che cos’è la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)?

La CRT è un trattamento che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato, migliorando la sua funzione in persone con insufficienza cardiaca.

Lo studio e cosa ha analizzato

Un gruppo di ricercatori ha studiato 51 pazienti con indicazione a ricevere la CRT. Tutti hanno fatto un elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni prima di iniziare la terapia e tre mesi dopo l’impianto del dispositivo.

Hanno misurato diversi intervalli di tempo nel tracciato dell’ECG, in particolare nella derivazione chiamata V1, che è una posizione specifica dove si registra l’attività elettrica del cuore.

Cosa hanno scoperto

  • Un intervallo chiamato RS nella derivazione V1 era più lungo nei pazienti che hanno risposto bene alla CRT rispetto a chi non ha avuto miglioramenti.
  • Se questo intervallo era uguale o superiore a 45 millisecondi, l’83% dei pazienti ha beneficiato della terapia.
  • Se era inferiore a 45 millisecondi, solo il 33% ha risposto positivamente.
  • Inoltre, una riduzione di almeno 10 millisecondi di questo intervallo dopo tre mesi di terapia era un segnale importante di miglioramento.
  • Infine, una diminuzione dell’intervallo RS-V1 era collegata a un miglioramento della funzione del cuore, misurata con un esame chiamato frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS).

Cosa significa tutto questo

Misurare l’intervallo RS nella derivazione V1 dell’ECG prima e dopo la CRT può aiutare i medici a capire quali pazienti hanno più probabilità di migliorare con questo trattamento.

In conclusione

L’intervallo RS-V1 all’ECG è un indicatore utile per prevedere la risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca. La sua misurazione semplice e non invasiva può supportare le decisioni mediche e migliorare la gestione dei pazienti con insufficienza cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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