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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/12/2013 Lettura: ~4 min

Diagnosi e Trattamento delle Stenosi Carotidee

Fonte
Linee guida ESC sulla diagnosi e trattamento delle arteriopatie periferiche; North American Symptomatic Carotid Endarterectomy Trial (NASCET); Asymptomatic Carotid Atherosclerosis Study (ACAS); Stroke Prevention by Aggressive Reduction in Cholesterol Levels (SPARCL); General Anaesthesia versus Local Anaesthesia for Carotid Surgery (GALA); revisione Cochrane.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Carmen Spaccarotella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1011 Sezione: 24

Introduzione

Le stenosi carotidee sono restringimenti delle arterie carotidi, vasi importanti che portano il sangue al cervello. Questi restringimenti possono aumentare il rischio di ictus, una condizione grave che colpisce il cervello. In questo testo spiegheremo in modo chiaro come si riconoscono, si valutano e si trattano queste stenosi per proteggere la salute cerebrale.

Che cosa sono le stenosi carotidee e perché sono importanti

Le stenosi carotidee sono restringimenti della parte esterna dell'arteria carotide interna, un vaso che porta sangue al cervello. Questi restringimenti sono spesso causati dall'aterosclerosi, cioè dall'accumulo di placche di grasso e altre sostanze all'interno delle arterie.

Le stenosi carotidee possono causare ictus ischemico, che è una delle principali cause di disabilità a lungo termine e di morte. L'ictus ischemico si verifica quando il sangue non arriva più correttamente a una parte del cervello, causando danni.

Il rischio di ictus aumenta con l'età e con la presenza di stenosi significative, soprattutto se sono già comparsi sintomi come attacchi ischemici transitori (TIA), cioè episodi temporanei di disturbi neurologici che durano da pochi minuti a meno di 24 ore.

Come si valuta la stenosi carotidea

Valutazione clinica

La decisione di intervenire dipende da diversi fattori:

  • Presenza di sintomi legati alla carotide interessata, come debolezza o perdita di sensibilità in una parte del corpo, difficoltà nel parlare o problemi visivi;
  • Grado di restringimento dell'arteria;
  • Età, sesso, altre malattie e aspettativa di vita del paziente.

È importante una valutazione neurologica per distinguere i pazienti che hanno sintomi da quelli che non ne hanno. I sintomi possono essere:

  • Emisferici: debolezza, paralisi, intorpidimento o formicolio di un lato del corpo;
  • Neuropsicologici: difficoltà nel linguaggio o nella memoria, a seconda dell'area del cervello coinvolta;
  • Oculari: perdita temporanea o permanente della vista in un occhio, chiamata amaurosi fugace se temporanea.

Esami di imaging

Per confermare la diagnosi e valutare la gravità della stenosi si usano diversi esami:

  • Ecocolor Doppler (DUS): un esame non invasivo che usa ultrasuoni per misurare la velocità del sangue e stimare il restringimento;
  • Angio-TC (CTA) e Angio-RM (MRA): esami che mostrano in modo dettagliato le arterie e il cervello, utili per valutare la placca e la circolazione;
  • Angiografia a sottrazione digitale (DSA): un esame invasivo usato solo in casi particolari quando gli altri esami non sono chiari.

Spesso si usano almeno due di queste tecniche per una diagnosi più precisa.

Trattamenti disponibili

Terapia medica

Il trattamento con farmaci è fondamentale per tutti i pazienti con stenosi carotidea, sia che abbiano sintomi sia che non ne abbiano. Include:

  • Antiaggreganti piastrinici come l'aspirina o il clopidogrel, che aiutano a prevenire la formazione di coaguli;
  • Statine, farmaci che riducono il colesterolo e hanno effetti protettivi sul sistema vascolare.

Questi farmaci riducono il rischio di ictus e di altri problemi cardiovascolari.

Endoarteriectomia carotidea (CEA)

È un intervento chirurgico che rimuove la placca dalla carotide per ripristinare il normale flusso di sangue. Viene eseguito da chirurghi esperti e può essere fatto con diverse tecniche.

Durante l'intervento il flusso di sangue al cervello può essere temporaneamente interrotto, ma esistono metodi per ridurre questo rischio. L'anestesia può essere generale o locale, e non ci sono differenze significative negli esiti tra le due.

Dopo l'intervento, i pazienti continuano la terapia medica per ridurre il rischio di complicanze.

Stenting carotideo (CAS)

È una procedura meno invasiva rispetto alla chirurgia, che consiste nell'inserire un piccolo tubicino (stent) per mantenere aperta l'arteria. Viene eseguita con anestesia locale e senza tagli chirurgici al collo.

È indicata soprattutto in pazienti con rischi elevati per la chirurgia o con caratteristiche anatomiche particolari. Durante la procedura si usa una terapia antipiastrinica più intensa per prevenire la formazione di coaguli nello stent.

La scelta tra stenting e chirurgia dipende da diversi fattori, tra cui l'esperienza del medico e le condizioni del paziente.

In conclusione

Le stenosi carotidee sono una causa importante di ictus e richiedono una valutazione attenta per decidere il trattamento più adatto. La diagnosi si basa su sintomi, esami clinici e diversi tipi di immagini. Il trattamento può essere medico, chirurgico o con stent, sempre accompagnato da una terapia farmacologica per ridurre i rischi. La scelta del trattamento dipende dalle caratteristiche del paziente e dalla gravità della stenosi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Carmen Spaccarotella

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