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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/12/2013 Lettura: ~3 min

Denervazione simpatica renale endovascolare: come si esegue questa nuova tecnica

Fonte
Bruno Damascelli, Vladimira Tichà, Gianluigi Patelli - Catheter-based Radiofrequency Renal Sympathetic Denervation for Resistant Hypertension - Journal of Vascular and Interventional Radiology, May 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Bruno Damascelli Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La denervazione simpatica renale (DSR) è una procedura medica innovativa che viene utilizzata per trattare alcune condizioni come l'ipertensione resistente. In questo testo spiegheremo in modo semplice come si svolge questo intervento, cosa comporta e quali sono le precauzioni necessarie, per aiutare a comprendere meglio questa tecnica in continua evoluzione.

Che cos'è la denervazione simpatica renale (DSR)

La DSR è una procedura moderatamente invasiva che mira a ridurre l'attività dei nervi simpatici che circondano le arterie renali. Questi nervi possono contribuire all'ipertensione resistente, cioè a una pressione alta che non risponde bene ai farmaci.

Chi esegue la procedura e come si prepara il paziente

L'intervento viene eseguito da medici specializzati in radiologia interventistica, cardiologia o chirurgia vascolare, esperti nell'uso di tecniche radiologiche per accedere ai vasi sanguigni. Prima dell'intervento, il paziente viene valutato da diversi specialisti (medici internisti, cardiologi, nefrologi, pneumologi, diabetologi) per confermare l'indicazione e preparare al meglio la procedura.

Come si studia l'anatomia dei reni

Per eseguire la DSR è fondamentale conoscere bene la forma e la posizione delle arterie renali, che possono variare molto da persona a persona. Per questo si usano esami di imaging come:

  • ANGIOCT: una tomografia computerizzata con mezzo di contrasto per vedere i vasi;
  • ANGIORM: una risonanza magnetica angiografica, che può anche essere fatta senza mezzo di contrasto con tecniche speciali come la TRANCE;
  • EcoColorDoppler: un'ecografia che mostra il flusso del sangue nelle arterie.

Questi esami aiutano a pianificare l'intervento evitando rischi, soprattutto in caso di problemi ai reni.

Come si svolge la procedura

La procedura si esegue in ospedale, con almeno una notte di degenza. Il giorno prima, se possibile, si consiglia di assumere un farmaco chiamato acido acetilsalicilico (come Cardioaspirin) e di mantenere una buona idratazione bevendo circa 2 litri di acqua.

Il medico accede alle arterie renali attraverso un piccolo catetere inserito nell'arteria femorale, cioè un vaso sanguigno nella zona dell'inguine. L'area viene pulita e preparata con cura per evitare infezioni. Durante l'intervento si usa un'anestesia locale e una leggera sedazione per mantenere il paziente rilassato e confortevole.

Il catetere viene guidato fino alle arterie renali, e con l'aiuto di immagini radiografiche si controlla la posizione esatta. Poi si applica l'energia, che può essere di due tipi:

  • Radiofrequenza (RF): calore generato da corrente elettrica;
  • Ultrasuoni: energia acustica che riscalda i tessuti.

Questa energia serve a danneggiare i nervi simpatici attorno all'arteria, riducendo la loro attività.

Cosa aspettarsi durante e dopo l'intervento

Durante l'applicazione dell'energia, il paziente può sentire un dolore breve e variabile nella zona lombare o nell'addome. Questo dolore è un segno che il trattamento sta funzionando e di solito scompare in poche ore o giorni.

Per prevenire complicazioni, viene somministrata una medicina per fluidificare il sangue (eparina) e si monitorano costantemente i segni vitali come battito cardiaco, pressione e ossigenazione.

Dopo la procedura, il paziente rimane a riposo per la notte e viene dimesso il giorno seguente senza particolari restrizioni. È importante controllare la funzione renale e la pressione arteriosa nei giorni successivi.

Precauzioni e possibili complicazioni

  • L'accesso all'arteria femorale può causare ematomi o altri piccoli problemi, ma sono eventi comuni anche in altre procedure simili e non dipendono dalla DSR stessa;
  • L'idratazione è fondamentale per proteggere i reni dal mezzo di contrasto usato negli esami;
  • Il paziente deve collaborare durante l'intervento, soprattutto per tollerare il dolore momentaneo che indica l'efficacia del trattamento.

In conclusione

La denervazione simpatica renale è una procedura moderna e personalizzata che, attraverso un accesso vascolare e l'applicazione di energia mirata, riduce l'attività dei nervi che influenzano la pressione sanguigna. Richiede una preparazione accurata, l'uso di tecnologie avanzate e un attento monitoraggio per garantire sicurezza ed efficacia. Dopo l'intervento, il paziente viene seguito per valutare i benefici e controllare la salute dei reni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Bruno Damascelli

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