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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/12/2013 Lettura: ~3 min

L’ASA in prevenzione primaria: rischi e benefici

Fonte
Giuseppe Derosa, Pamela Maffioli, Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pavia; Centro di Studio e Ricerche di Fisiopatologia e Clinica Endocrino-Metabolica, Università di Pavia

Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

L’acido acetilsalicilico (ASA), conosciuto anche come aspirina, è un farmaco usato principalmente per prevenire problemi cardiaci e alcuni tipi di tumore. Il suo uso in persone senza malattie cardiovascolari note, cioè in prevenzione primaria, è ancora oggetto di discussione tra gli esperti. Qui spieghiamo in modo semplice i vantaggi e i rischi legati all’assunzione di ASA a basse dosi in questo contesto.

Che cos’è l’ASA e come funziona

L’ASA è un farmaco nato per alleviare il dolore, ma si è scoperto che ha anche effetti che aiutano a proteggere il cuore e il cervello. Agisce riducendo l’infiammazione e impedendo alle piastrine nel sangue di formare coaguli, che possono causare infarti o ictus.

Uso di ASA in prevenzione primaria cardiovascolare

La prevenzione primaria significa usare ASA in persone che non hanno ancora avuto problemi cardiaci o ictus, per cercare di evitarli. Mentre è chiaro che ASA aiuta chi ha già avuto questi eventi (prevenzione secondaria), il suo uso prima che si manifestino problemi è ancora dibattuto.

  • Alcuni studi mostrano che ASA può ridurre il rischio di un primo infarto tra il 24% e il 32%, ma senza diminuire la mortalità totale o quella per malattie cardiache.
  • Altri studi suggeriscono che la riduzione degli eventi gravi come infarto e ictus è simile sia in prevenzione primaria che secondaria.
  • È importante considerare il rapporto tra benefici e rischi, perché ASA può aumentare il rischio di sanguinamenti, specialmente nell’apparato digerente.

Quando ASA può essere più utile

Alcuni gruppi di persone, come quelle con ipertensione e valori elevati di creatinina (un indicatore della funzione renale), sembrano trarre più vantaggio dall’uso di ASA. In questi casi, il rischio di eventi cardiaci è più alto e ASA può ridurli in modo significativo.

Inoltre, persone con alti livelli di proteina C-reattiva (PCR), un indicatore di infiammazione, hanno mostrato una riduzione maggiore del rischio di infarto con ASA.

ASA e diabete

Il diabete aumenta molto il rischio di problemi cardiovascolari. Per questo motivo, le linee guida di alcune associazioni mediche consigliano l’uso di ASA a basse dosi in persone diabetiche con età e fattori di rischio specifici, come ipertensione, fumo o colesterolo alto. Tuttavia, altre linee guida sono più caute e suggeriscono di valutare caso per caso.

  • Studi mostrano che ASA può ridurre il rischio di infarto nei diabetici fino al 60% in alcuni casi.
  • Il rischio di sanguinamenti è leggermente aumentato, quindi è importante che il medico valuti attentamente ogni situazione.

Nuove scoperte: ASA e prevenzione dei tumori

Oltre agli effetti sul cuore, ASA a basse dosi sembra aiutare anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di cancro, specialmente quello del colon-retto. Studi hanno evidenziato:

  • Una riduzione della mortalità per cancro fino al 15%.
  • Una diminuzione del rischio di tumori con metastasi e di tumori solidi.
  • Benefici simili sia negli uomini che nelle donne.

Il meccanismo potrebbe essere legato all’effetto di ASA su alcune sostanze coinvolte nella crescita delle cellule tumorali e nella formazione dei vasi sanguigni che alimentano i tumori.

Rischi da considerare

L’uso di ASA può aumentare il rischio di:

  • Sanguinamenti, soprattutto nello stomaco e nell’intestino.
  • Ictus emorragico, una forma di ictus causata da sanguinamento nel cervello.

Questi rischi devono essere valutati insieme ai benefici, specialmente in persone con basso rischio cardiovascolare.

In conclusione

L’ASA a basse dosi può offrire una protezione significativa contro problemi cardiaci e alcuni tumori, soprattutto in persone con un rischio più alto. Tuttavia, l’uso in prevenzione primaria deve essere deciso con attenzione, valutando i possibili rischi di sanguinamento. Le linee guida mediche non sono ancora tutte concordi, soprattutto per i pazienti diabetici, e sono necessari ulteriori studi per chiarire meglio chi può trarre più vantaggio da questo trattamento.

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