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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/01/2014 Lettura: ~2 min

L'angina aumenta il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con insufficienza cardiaca e funzione cardiaca preservata

Fonte
J Am Coll Cardiol. 2013 pii: S0735-1097(13)05586-1.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come la presenza di angina, un dolore al petto causato da problemi al cuore, influenzi il rischio di eventi gravi in persone con insufficienza cardiaca ma con una buona funzione del cuore. I risultati aiutano a capire meglio i rischi associati a questa condizione e come si può monitorare la salute di questi pazienti.

Che cosa significa insufficienza cardiaca con funzione preservata

L'insufficienza cardiaca con funzione preservata (HFpEF) è una condizione in cui il cuore è indebolito ma riesce ancora a pompare il sangue in modo adeguato, con una frazione di eiezione (FE) pari o superiore al 50%. La frazione di eiezione è una misura della capacità del cuore di spingere il sangue fuori dal ventricolo sinistro.

Cos'è l'angina e perché è importante

L'angina pectoris è un dolore o fastidio al petto causato da una riduzione temporanea del flusso di sangue al cuore. È un segnale che il cuore potrebbe non ricevere abbastanza ossigeno durante lo sforzo o lo stress.

Lo studio e i suoi partecipanti

I ricercatori hanno analizzato 3517 pazienti con HFpEF che avevano eseguito un esame chiamato angiografia coronarica, che serve a vedere le arterie del cuore. Tra questi, il 40% aveva avuto angina nelle 6 settimane precedenti l'esame.

Caratteristiche dei pazienti con angina

  • Erano generalmente più anziani.
  • Avevano più altre malattie associate (comorbidità).
  • Venivano trattati più spesso con farmaci come beta-bloccanti, ACE-inibitori, nitrati e statine.
  • Venivano sottoposti prima a procedure per migliorare il flusso sanguigno al cuore (rivascolarizzazione).

Risultati principali

I pazienti con angina avevano un rischio più alto di eventi cardiovascolari maggiori (MACE), che includono morte, infarto del miocardio (attacco di cuore) e interventi per migliorare il flusso sanguigno. Questo rischio rimaneva elevato anche dopo aver considerato altri fattori che potrebbero influenzare i risultati.

In particolare, rispetto ai pazienti senza angina, quelli con angina avevano:

  • Un aumento del 30% del rischio di MACE.
  • Un rischio simile per altri eventi come ictus o ospedalizzazioni per problemi cardiaci.

In conclusione

La presenza di angina in pazienti con insufficienza cardiaca e funzione cardiaca preservata è un segnale importante che indica un rischio maggiore di eventi gravi come morte o infarto. Questo dato sottolinea l'importanza di monitorare attentamente questi pazienti per gestire al meglio la loro condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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