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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/02/2014 Lettura: ~3 min

Chiusura del PFO: cosa ci dicono gli studi più recenti

Fonte
Furlan AJ et al. N Engl J Med 2012;366:991-9; Carroll JD et al. N Engl J Med 2013;368(12):1092-100; Meier B et al. N Engl J Med 2013;368(12):1083-91; Pristipino C et al. Catheter Cardiovasc Interv 2013;82(1):122-9.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberta Cifarelli e Carmine Musto Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1131 Sezione: 26

Introduzione

Il forame ovale pervio (PFO) è una piccola apertura nel cuore che in alcune persone può essere collegata a problemi come l'ictus. Negli ultimi anni, diversi studi hanno cercato di capire se chiudere questa apertura con un intervento sia più efficace rispetto alla sola terapia medica. Qui spieghiamo in modo semplice cosa emerge dalle ricerche più importanti, per aiutare a comprendere meglio questa complessa questione.

Che cos'è il PFO e perché è importante

Il forame ovale pervio (PFO) è una piccola apertura tra due camere del cuore che normalmente si chiude dopo la nascita, ma in alcune persone rimane aperta. Questa condizione può essere collegata a un tipo di ictus chiamato ictus criptogenetico, cioè un ictus senza una causa chiara.

Gli studi principali sul PFO e l'ictus

Negli ultimi anni sono stati pubblicati due importanti studi, chiamati RESPECT e PC trial, che hanno confrontato due modi di trattare il PFO nei pazienti che hanno avuto un ictus:

  • la terapia medica, cioè l'uso di farmaci per prevenire nuovi ictus;
  • la chiusura percutanea, un intervento minimamente invasivo che chiude l'apertura nel cuore con un dispositivo.

Cosa hanno mostrato gli studi

Gli studi non hanno dato risultati completamente chiari. In generale:

  • La chiusura del PFO sembra essere utile solo in pazienti selezionati con caratteristiche specifiche, come un ictus certo e fattori di rischio particolari legati alla forma del cuore.
  • Lo studio RESPECT ha coinvolto quasi 1000 pazienti seguiti per circa 2,5 anni. Non ha mostrato una riduzione significativa degli ictus quando si considerava tutto il gruppo, ma analisi più dettagliate hanno evidenziato un beneficio significativo nei pazienti che hanno effettivamente ricevuto la chiusura.
  • Il PC trial, con meno pazienti ma un follow-up più lungo, ha mostrato una riduzione del rischio di ictus, anche se non statisticamente significativa, probabilmente a causa del numero limitato di partecipanti.

Quando la chiusura del PFO può essere indicata

Secondo le indicazioni attuali, la chiusura del PFO può essere considerata in questi casi:

  • pazienti che hanno avuto più ictus cerebrali confermati, anche durante la terapia medica;
  • pazienti con un solo evento neurologico ma con esami che mostrano danni cerebrali e fattori di rischio anatomici particolari, come un aneurisma del setto interatriale o un ampio passaggio di sangue da destra a sinistra nel cuore;

Al contrario, non è raccomandata la chiusura in pazienti con un solo episodio di ischemia transitoria senza segni evidenti di danno cerebrale e senza fattori di rischio, per i quali è preferibile l'osservazione e la terapia con farmaci antiaggreganti.

Importanza della diagnosi e del follow-up

È importante sottolineare che la scoperta casuale di un PFO in una persona senza sintomi o ictus non richiede ulteriori esami o trattamenti specifici. Circa il 25% delle persone sane ha un PFO, ma la maggior parte non sviluppa problemi.

In conclusione

La chiusura del PFO può essere un'opzione valida per prevenire nuovi ictus in pazienti selezionati con caratteristiche specifiche e ictus confermati. Tuttavia, non è indicata per tutti e la decisione deve basarsi su una valutazione attenta del singolo caso. Gli studi più recenti aiutano a chiarire quando questa procedura può essere utile, ma la scelta del trattamento deve sempre essere personalizzata e guidata da medici esperti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberta Cifarelli e Carmine Musto

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