Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 90 pazienti ricoverati in attesa di trapianto cardiaco, tutti dipendenti dalla terapia inotropa. Questa terapia aiuta il cuore a pompare meglio quando è molto debole.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- 36 pazienti che non sono riusciti a interrompere la terapia inotropa e hanno avuto esito sfavorevole o hanno dovuto ricevere un dispositivo di assistenza al cuore.
- 44 pazienti che sono riusciti a sospendere con successo la terapia inotropa.
Caratteristiche dei pazienti
Nonostante i due gruppi fossero simili per la causa dello scompenso e per la capacità del cuore di pompare (indice cardiaco), i pazienti non svezzabili avevano:
- Una frazione di eiezione (FE) più bassa, cioè il cuore pompava meno sangue.
- Una pressione più alta nell'atrio destro del cuore.
- Un rigurgito mitralico più grave, cioè una perdita di sangue attraverso una valvola del cuore.
Uso dei beta bloccanti
Alla dimissione dall'ospedale, 35 dei 44 pazienti che avevano sospeso la terapia inotropa assumevano beta bloccanti. In 29 di questi, il farmaco è stato iniziato o continuato mentre erano ancora sotto supporto inotropo con un medicinale chiamato enoximone.
Risultati a lungo termine
Dopo circa 5 anni di controllo, il 71% di questi pazienti era ancora vivo senza aver bisogno di trapianto o di un dispositivo di assistenza ventricolare (LVAD).
Importanza dello studio
Questi risultati suggeriscono che i beta bloccanti possono essere utili anche in pazienti con scompenso cardiaco molto grave, anche quando è necessario un supporto inotropo. In particolare, i benefici sembrano maggiori se si usano farmaci inotropi che agiscono in modo diverso dai beta recettori del cuore.
In conclusione
Lo studio mostra che i beta bloccanti possono aiutare i pazienti con scompenso cardiaco avanzato, anche se richiedono un supporto speciale per il cuore. Questi farmaci potrebbero migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita, ma sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati.