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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/02/2014 Lettura: ~2 min

Quando è preferibile la rivascolarizzazione chirurgica rispetto alla PCI nei pazienti con cardiopatia ischemica?

Fonte
JAMA 20;310(19):2086-95.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La cardiopatia ischemica è una delle principali cause di morte nel mondo. Per trattarla, esistono due principali metodi per migliorare il flusso di sangue al cuore: l'intervento chirurgico di bypass e l'angioplastica coronarica (PCI). In alcuni casi, scegliere il trattamento più adatto può essere difficile. Questo testo spiega quando l'intervento chirurgico è preferibile rispetto alla PCI, basandosi su studi scientifici.

Che cos'è la cardiopatia ischemica e le opzioni di trattamento

La cardiopatia ischemica si verifica quando le arterie che portano il sangue al cuore si restringono o si bloccano. Questo può causare dolore al petto o infarti. Per migliorare il flusso di sangue, si può intervenire con:

  • Bypass aortocoronarico (BAC): un intervento chirurgico che crea un nuovo percorso per il sangue intorno alle arterie bloccate.
  • Intervento coronarico percutaneo (PCI): una procedura meno invasiva che usa un piccolo palloncino e uno stent per aprire le arterie.

Quando preferire il bypass chirurgico

Alcuni pazienti traggono maggior beneficio dal bypass chirurgico, in particolare se presentano:

  • Ostruzione del tronco principale sinistro dell'arteria coronaria senza altre vie di protezione (chiamata malattia coronarica sinistra non protetta).
  • Malattia che coinvolge più arterie coronarie (malattia multivasale).
  • Diabete.
  • Funzione ridotta del ventricolo sinistro, la parte del cuore che pompa il sangue al corpo.

In questi casi, soprattutto quando la malattia è complessa (valutata con un punteggio chiamato SYNTAX superiore a 22), il bypass riduce il rischio di eventi gravi come infarti, ictus o la necessità di nuovi interventi.

Quando considerare l'angioplastica (PCI)

Se la malattia coronarica è meno complessa (punteggio SYNTAX 22 o inferiore) o se il rischio di un intervento chirurgico è alto, l'angioplastica può essere una scelta più adatta.

Risultati a lungo termine

  • Nei pazienti con diabete e malattia multivasale, il bypass è associato a una migliore sopravvivenza e a meno eventi cardiaci rispetto alla PCI.
  • La necessità di ripetere la rivascolarizzazione è più frequente dopo PCI.
  • Il rischio di ictus è leggermente più alto dopo il bypass chirurgico.

In conclusione

La scelta tra bypass chirurgico e angioplastica dipende dalla gravità e dalla complessità della malattia coronarica, dalla presenza di diabete, dalla funzione del cuore e dal rischio chirurgico del paziente. In generale, il bypass è preferibile nei casi più complessi e nei pazienti diabetici con malattia estesa, mentre la PCI può essere considerata in situazioni meno gravi o con alto rischio operatorio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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