Che cos'è l'ipertensione arteriosa polmonare?
L'ipertensione polmonare (IP) è una malattia in cui la pressione del sangue nelle arterie dei polmoni è troppo alta. Questa condizione è confermata quando la pressione media nelle arterie polmonari è pari o superiore a 25 mmHg a riposo, misurata con un esame chiamato cateterismo cardiaco destro.
L'IP è una malattia grave, che peggiora nel tempo e può portare a gravi problemi di salute. Il trattamento mira a migliorare la circolazione nei polmoni e ad aiutare il cuore, in particolare il ventricolo destro, a lavorare meglio.
Come si cura l'ipertensione polmonare?
I farmaci usati per l'IP includono:
- Calcio-antagonisti
- Prostanoidi
- Inibitori dei recettori dell’endotelina
- Inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5
Questi farmaci aiutano a ridurre la pressione nei vasi sanguigni dei polmoni e a migliorare la funzione del cuore.
Il ruolo del ventricolo destro
Nell'ipertensione polmonare, il cuore deve lavorare di più per pompare il sangue attraverso i polmoni. Questo sforzo può causare cambiamenti nel ventricolo destro, la parte del cuore che spinge il sangue verso i polmoni.
Questi cambiamenti includono:
- Aumento dello spessore del ventricolo destro (ipertrofia)
- Allargamento dell'atrio destro
- Problemi alla valvola tricuspide, che può causare un ritorno di sangue (insufficienza tricuspidale)
Questi problemi possono influenzare anche il ventricolo sinistro, a causa della stretta connessione tra le due parti del cuore.
Cosa sono i beta bloccanti e come agiscono?
I beta bloccanti (BB) sono farmaci usati da tempo per trattare l'insufficienza cardiaca del ventricolo sinistro. Aiutano a migliorare la forma e la funzione del cuore, riducendo il rischio di morte e di ricoveri ospedalieri, migliorando così la qualità della vita.
Tuttavia, il loro uso nell'ipertensione polmonare è discusso e spesso evitato per timore che possano peggiorare la situazione.
Perché i beta bloccanti sono spesso evitati nell'ipertensione polmonare?
Alcuni studi con pochi pazienti hanno mostrato che i beta bloccanti possono ridurre la capacità di esercizio e influenzare negativamente l'equilibrio del cuore e dei polmoni. Ad esempio:
- In pazienti con ipertensione porto-polmonare, la sospensione del propranololo ha migliorato la tolleranza all'esercizio.
- In pazienti con stenosi mitralica e ipertensione polmonare secondaria, l’uso di beta bloccanti ha ridotto la funzione del cuore dopo un intervento.
Questi risultati hanno fatto pensare che i beta bloccanti possano essere rischiosi in questa condizione.
Cosa dice la ricerca più recente?
Studi su animali hanno mostrato che i beta bloccanti possono migliorare la funzione del cuore e contrastare i cambiamenti negativi nel muscolo cardiaco causati dall’ipertensione polmonare.
Uno studio su 94 persone con ipertensione arteriosa polmonare ha confrontato chi assumeva beta bloccanti con chi non li assumeva. Dopo circa 20 mesi, non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi in termini di:
- Mortalità
- Ricoveri ospedalieri
- Funzione e dimensioni del ventricolo destro
- Capacità di camminare per 6 minuti
Questo suggerisce che i beta bloccanti non peggiorano la salute dei pazienti con ipertensione polmonare.
In conclusione
Anche se gli studi sono pochi e su piccoli gruppi di pazienti, non ci sono prove che i beta bloccanti siano dannosi per chi ha ipertensione arteriosa polmonare. Anzi, potrebbero aiutare a proteggere il cuore, in particolare il ventricolo destro, da danni legati alla malattia. Per questo motivo, non bisogna escludere automaticamente l’uso di questi farmaci in questi pazienti.