Che cos’è l’ipertensione resistente
L’ipertensione resistente si verifica quando, nonostante l’uso di almeno tre farmaci per abbassare la pressione, compreso un diuretico (farmaco che aiuta a eliminare i liquidi in eccesso), la pressione arteriosa rimane alta. Questo non significa che la condizione non possa essere curata, ma richiede un esame più approfondito e spesso l’aiuto di specialisti.
L’ipertensione secondaria: una causa importante
In più del 15% delle persone con pressione alta, la causa è un problema specifico chiamato ipertensione secondaria. Questa forma può essere curata se individuata. Talvolta, può essere difficile da riconoscere perché può coesistere con l’ipertensione comune o svilupparsi a seguito di essa. Le cause più frequenti di ipertensione secondaria includono:
- Assunzione di sostanze o farmaci che aumentano la pressione (ipertensione factitia)
- Problemi ai reni o alle arterie renali (ipertensione reno-vascolare)
- Eccesso di un ormone chiamato aldosterone (iperaldosteronismo primitivo)
- Presenza di un tumore raro chiamato feocromocitoma
Quando sospettare un’ipertensione secondaria
È importante cercare una causa secondaria in particolare se:
- La pressione alta compare in giovane età
- La pressione aumenta improvvisamente e rimane alta nonostante la terapia
- Ci sono sintomi come sudorazione eccessiva, mal di testa, ansia o palpitazioni
- Si notano debolezza muscolare o crampi
L’importanza dell’anamnesi
L’anamnesi è la raccolta di informazioni sulla storia medica e sulle abitudini di vita del paziente. Aiuta a capire le possibili cause dell’ipertensione. Tra i punti importanti da indagare ci sono:
- La presenza di ipertensione o altre malattie nella famiglia
- Abitudini alimentari, consumo di alcool, caffè, fumo e attività fisica
- Eventuali gravidanze nelle donne
- L’uso di farmaci o sostanze che possono aumentare la pressione, come cortisonici, alcuni farmaci per il naso, liquirizia, antinfiammatori, e sostanze come amfetamine o cocaina
- Presenza di sintomi che possono indicare cause secondarie
L’esame fisico
Durante la visita, il medico cerca segni particolari che possono indicare un’ipertensione secondaria, come:
- Suoni anomali (soffi) nell’addome o nel torace, che possono indicare problemi ai reni o al cuore
- Segni della sindrome di Cushing, una condizione che può causare ipertensione
Gli esami del sangue e strumentali
Alcuni esami del sangue aiutano a sospettare un’ipertensione secondaria, in particolare:
- Il livello di potassio, che può indicare un eccesso di aldosterone
- La creatinina, che valuta la funzione dei reni
Altri esami più specifici, come quelli per gli ormoni o sostanze particolari, vengono fatti solo se il medico specialista lo ritiene necessario.
Un’ecografia dell’addome, spesso con un esame chiamato ECO-doppler, permette di vedere i reni, le ghiandole surrenali e le arterie renali per cercare eventuali problemi. Se si sospetta un problema alle ghiandole surrenali, può essere necessaria una TAC (una scansione più dettagliata).
In conclusione
L’ipertensione resistente è una condizione che richiede attenzione e approfondimenti. Spesso è causata da un problema curabile chiamato ipertensione secondaria. Per questo, è importante una valutazione completa che include la raccolta della storia medica, l’esame fisico e alcuni esami specifici. Riconoscere e trattare la causa può aiutare a controllare meglio la pressione e migliorare la salute.