Il caso del paziente
Un uomo di 67 anni soffriva di ipertensione arteriosa refrattaria, cioè una pressione alta che non migliorava nonostante l'uso di cinque diversi farmaci. Alla visita, la sua pressione era molto alta (190/110 mmHg) e non aveva mai fatto esami per capire se l'ipertensione fosse causata da un problema specifico ai reni o ad altre strutture.
Gli esami del sangue erano normali, compresa la funzione renale. Per approfondire, è stata fatta una TAC dell'addome, che ha mostrato che il rene destro era nella sua posizione normale, mentre il rene sinistro era ectopico, cioè si trovava nella pelvi, una zona più bassa rispetto al normale, vicino alle arterie iliache.
Caratteristiche anatomiche del rene ectopico
Il rene sinistro riceveva sangue da due arterie:
- una arteria renale superiore che partiva dalla parte bassa dell'aorta addominale;
- una arteria polare accessoria inferiore, che nasceva da un'arteria iliaca comune e si divideva in due rami.
Queste caratteristiche anatomiche sono importanti perché influenzano il modo in cui si può intervenire con la procedura di denervazione renale.
La procedura di denervazione renale (RDN)
La denervazione renale è una tecnica che mira a ridurre la pressione arteriosa agendo sui nervi che circondano le arterie renali. Nel caso di questo paziente, la procedura è stata eseguita usando un catetere speciale con più elettrodi (EnligHTN), che permette di erogare energia per interrompere l'attività nervosa.
Per accedere alle arterie, sono stati utilizzati diversi cateteri guida, scelti in base alla posizione e alla forma dei vasi sanguigni anomali. Durante l'intervento, sono stati somministrati farmaci per prevenire la coagulazione del sangue e per controllare il dolore.
I risultati dopo la procedura
Dopo 1 e 6 mesi, il paziente ha mostrato una riduzione significativa della pressione arteriosa, sia durante il monitoraggio continuo di 24 ore che nelle misurazioni fatte a casa. In particolare:
- la pressione si è abbassata in media di 30 mmHg per la pressione massima e 15 mmHg per quella minima;
- l'86% delle misurazioni effettuate durante il monitoraggio erano inferiori a 140/90 mmHg, che è considerato un valore più sicuro.
Importanza del caso e considerazioni
Questo caso è speciale perché mostra che anche in presenza di un rene posizionato in modo anomalo e con arterie che hanno un'origine insolita, è possibile eseguire con successo la denervazione renale. Le anomalie nella posizione e nei vasi sanguigni del rene possono contribuire all'ipertensione, in particolare quella difficile da trattare.
Le malformazioni renali come il rene ectopico derivano da un problema durante lo sviluppo embrionale, che può portare anche a vasi sanguigni accessori o in posizioni diverse dal normale. Studi precedenti hanno suggerito che la presenza di arterie renali multiple può essere collegata a un aumento della pressione arteriosa.
In conclusione
In questo paziente con un rene ectopico in sede pelvica e ipertensione resistente ai farmaci, la denervazione renale ha portato a un miglioramento significativo della pressione arteriosa. Questo dimostra che, anche in situazioni anatomiche complesse, è possibile intervenire efficacemente con tecniche percutanee mirate.