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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/04/2014 Lettura: ~4 min

I beta bloccanti e il sonno

Fonte
Prof. Piergiuseppe Agostoni e Dott. Mauro Contini, U.O. Scompenso Cardiaco e Cardiologia Clinica e Riabilitativa, Centro Cardiologico "Monzino", Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 05/02/2026

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Introduzione

Il sonno è una parte importante della nostra vita e può influenzare la salute del cuore. Alcuni farmaci, come i beta bloccanti, possono avere effetti sul sonno e sulle difficoltà respiratorie che a volte si presentano durante la notte. In questo testo spiegheremo in modo semplice come il sonno, i disturbi respiratori notturni e i beta bloccanti sono collegati, soprattutto nelle persone con problemi cardiaci.

Il ruolo del sonno nella salute del cuore

Il sonno occupa circa un terzo della vita di una persona. Anche se durante il sonno il corpo è a riposo e gli eventi cardiaci sono meno frequenti, alcune problematiche legate al cuore e alla respirazione possono manifestarsi proprio durante la notte. Ad esempio:

  • Alcuni tipi di aritmie cardiache (battito lento)
  • Disturbi respiratori come la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSA)

In persone con insufficienza cardiaca, la qualità del sonno può essere disturbata da apnee, che sono pause nella respirazione. Questo può influire negativamente sulla memoria, sulla capacità di concentrazione e sulla corretta assunzione dei farmaci.

Le linee guida americane indicano che un sonno di scarsa qualità può rendere più difficile per i pazienti gestire la propria terapia, aumentando il rischio di complicazioni.

Che cosa sono i disturbi ventilatori del sonno

I disturbi ventilatori del sonno si manifestano con una riduzione (ipopnee) o un'interruzione (apnee) della respirazione per almeno 10 secondi. Questi eventi causano una diminuzione dell'ossigeno nel sangue, considerata significativa se superiore al 3%.

Le apnee si dividono in:

  • Apnee centrali: mancanza di respiro dovuta all'assenza di segnali dal cervello che controllano la respirazione. Possono essere causate da danni al sistema nervoso, ictus o condizioni come l'insufficienza cardiaca avanzata. In questi casi, la respirazione può avere un andamento particolare chiamato respiro di Cheyne-Stokes.
  • Apnee ostruttive: respirazione bloccata a causa del collasso delle vie aeree superiori, anche se il cervello invia il segnale di respirare. Sono più frequenti quando si dorme supini (a pancia in su) e durante il sonno REM, quando i muscoli sono più rilassati. Queste apnee durano più a lungo e causano una maggiore riduzione dell'ossigeno nel sangue.
  • Apnee miste: combinazione di apnee centrali e ostruttive.

Le apnee ostruttive spesso causano risvegli brevi e frequenti, disturbando il sonno e portando a sonnolenza diurna e sensazione di non aver riposato bene. Il russare è un segno comune di apnee ostruttive.

Le apnee ostruttive sono un importante fattore di rischio per malattie cardiache, ipertensione e insufficienza cardiaca.

Effetti dei beta bloccanti sul sonno

I beta bloccanti sono farmaci usati per trattare diverse malattie cardiache. Alcuni possono influenzare il sistema nervoso centrale e causare effetti come:

  • Insonnia
  • Sonnolenza durante il giorno
  • Sonno poco ristoratore
  • Incubi

Questi effetti sono più comuni con beta bloccanti che riescono a entrare nel cervello, come il propranololo, e meno frequenti con quelli che non lo fanno facilmente, come l'atenololo.

Il motivo principale è che alcuni beta bloccanti possono ridurre la produzione di melatonina, un ormone che regola il sonno. Tuttavia, studi più recenti suggeriscono che gli effetti sul sonno sono generalmente pochi quando i farmaci sono usati correttamente.

Effetti dei beta bloccanti sulle apnee del sonno

Le persone con insufficienza cardiaca spesso soffrono di apnee centrali e di un tipo particolare di respirazione irregolare chiamata "respiro di Cheyne-Stokes". Queste condizioni peggiorano la prognosi, soprattutto se si superano 30 apnee o ipopnee all'ora di sonno.

I beta bloccanti possono influenzare la regolazione della respirazione durante il sonno. Studi limitati mostrano risultati contrastanti, ma alcuni indicano che farmaci come il carvedilolo e il metoprololo possono ridurre la gravità delle apnee centrali e migliorare la qualità del sonno nei pazienti con insufficienza cardiaca.

Questi effetti sembrano non dipendere solo dal miglioramento della funzione cardiaca, ma anche da un'azione diretta sulla regolazione della respirazione.

Il ruolo dei beta bloccanti nella terapia dell'ipertensione nei pazienti con OSA

L'OSA è un fattore di rischio per l'ipertensione (pressione alta). Nei pazienti con ipertensione e OSA, la pressione può essere più difficile da controllare con i farmaci.

Alcuni studi hanno confrontato diversi farmaci per l'ipertensione in persone con OSA, trovando che:

  • L'atenololo, un beta bloccante selettivo, è più efficace nel controllare la pressione sia durante il giorno che la notte rispetto ad altri farmaci.
  • In presenza di sindrome metabolica, altri farmaci come ACE inibitori o sartani possono essere preferibili.
  • In caso di ipertensione resistente, può essere utile aggiungere un farmaco chiamato spironolattone.

La maggiore efficacia dei beta bloccanti nell'ipertensione associata all'OSA potrebbe essere legata al loro effetto sul sistema nervoso simpatico, che è spesso troppo attivo in queste persone.

In conclusione

Il sonno e la sua qualità sono molto importanti per la salute cardiaca. I disturbi respiratori notturni, come le apnee, possono peggiorare le condizioni cardiache e influenzare la memoria e l'aderenza alle cure. I beta bloccanti, farmaci usati per il cuore, possono avere effetti sul sonno e sulle apnee, ma spesso migliorano la situazione, soprattutto nelle persone con insufficienza cardiaca e ipertensione associata a OSA. È importante considerare questi aspetti per gestire al meglio la salute del cuore e del sonno.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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