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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/10/2024 Lettura: ~3 min

La denervazione renale nel futuro del trattamento dell’ipertensione

Fonte
Martina Chiriacò, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1314 Sezione: 2

Introduzione

La denervazione renale è una procedura innovativa che sta attirando attenzione come possibile trattamento per l’ipertensione, soprattutto nei casi difficili da controllare con i farmaci. Questo testo spiega in modo semplice cosa è la denervazione renale, come funziona e quali sono le prospettive future secondo gli esperti europei.

Che cos’è la denervazione renale?

La denervazione renale (DR) è una procedura che mira a ridurre l’attività eccessiva di un sistema nervoso chiamato simpatico, che contribuisce ad aumentare la pressione del sangue. Questo sistema nervoso invia segnali attraverso i nervi che si trovano attorno alle arterie dei reni. La DR agisce su questi nervi, riducendo la loro attività e quindi aiutando a diminuire la pressione arteriosa.

Come si esegue la procedura?

La tecnica originale prevedeva l’inserimento di un piccolo tubicino (catetere) nell’arteria femorale, nella gamba, per raggiungere le arterie renali. Qui veniva applicata energia a radiofrequenza in più punti per creare piccole lesioni che interrompono i segnali nervosi. Inizialmente il catetere aveva un solo elettrodo e richiedeva molta manualità, mentre oggi si usano cateteri con più elettrodi che semplificano il trattamento.

Risultati degli studi scientifici

  • Gli studi iniziali, come SYMPLICITY HTN-1 e HTN-2, hanno mostrato che la DR può ridurre la pressione sanguigna anche di 27/17 mmHg (valori sistolici/diastolici) a 12 mesi.
  • Alcuni studi successivi, come SYMPLICITY HTN-3, non hanno confermato questi risultati, probabilmente a causa di problemi nel modo in cui la procedura è stata eseguita o studiata.
  • Studi più recenti, come SPYRAL HTN e RADIANCE-HTN, hanno invece dimostrato che la DR è efficace sia con radiofrequenza che con ultrasuoni per diversi tipi di ipertensione.

Sicurezza della denervazione renale

La DR è considerata una procedura sicura, con pochi effetti collaterali gravi. I rischi legati all’accesso arterioso e all’uso di radiazioni sono bassi. Un possibile problema a lungo termine è la formazione di restringimenti nelle arterie renali, ma questo avviene molto raramente e con una frequenza simile a quella naturale nelle persone con ipertensione. Inoltre, la funzione dei reni dopo la DR tende a mantenersi stabile nel tempo, come confermato da grandi registri di pazienti.

Chi può beneficiare della denervazione renale?

La DR è indicata soprattutto per chi ha ipertensione resistente, cioè pressione alta non controllata nonostante l’uso di almeno tre farmaci, incluso un diuretico, e con una buona funzione renale. È importante escludere altre cause di ipertensione e verificare che il paziente segua correttamente la terapia. Inoltre, anche persone che non tollerano o non assumono molti farmaci possono essere considerate per questa procedura.

Prospettive future

Oltre a ridurre la pressione, la DR potrebbe aiutare a proteggere gli organi danneggiati dall’ipertensione e migliorare la salute cardiovascolare, specialmente in persone ad alto rischio. Gli esperti europei vedono nella DR non solo un trattamento per la pressione alta, ma un modo per migliorare la qualità della vita e gli esiti clinici a lungo termine.

In conclusione

La denervazione renale è una procedura innovativa e sicura che può aiutare a controllare l’ipertensione resistente. Dopo anni di studi, le evidenze scientifiche più recenti ne confermano l’efficacia e il ruolo importante nella cura dell’ipertensione. Questo trattamento rappresenta una nuova opportunità per migliorare la gestione della pressione alta e la salute delle persone affette da questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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