Che cos’è la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)
La CRT è una terapia usata per trattare lo scompenso cardiaco congestizio, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Circa il 2% delle persone nel mondo ne è affetto. Grazie a questa terapia, insieme ai farmaci, è possibile migliorare la qualità e la durata della vita, riducendo le ospedalizzazioni e migliorando la capacità di svolgere attività quotidiane.
Perché la terapia non funziona sempre
Non tutti i pazienti rispondono bene alla CRT: circa il 35-40% non ottiene benefici. Questo può dipendere da:
- Presenza di cicatrici nel cuore dopo un infarto
- Posizione non ideale degli elettrocateteri (i fili che stimolano il cuore)
- Bassa percentuale di stimolazione simultanea dei due ventricoli
- Programmazione non ottimale dei ritardi tra stimoli atriali e ventricolari (ritardi AV e VV)
Come funziona il sensore con regolazione automatica
Per migliorare la terapia, è stato sviluppato un sistema che regola automaticamente, ogni settimana, i ritardi AV e VV in base alla funzione del cuore. Questo sistema utilizza un sensore integrato nell’elettrocatetere atriale che misura i movimenti delle valvole e delle pareti cardiache.
Il sensore analizza un segnale chiamato accelerazione endocardica Picco-Picco (PEA), che riflette la forza con cui il ventricolo sinistro si contrae. Più il cuore è forte, più alto è il valore del PEA.
Il dispositivo prova 7 diverse configurazioni di stimolazione biventricolare e sceglie quella che produce la contrazione più efficace. Inoltre, regola i ritardi AV ottimali sia a riposo che durante l’attività fisica, adattandosi alle variazioni del cuore.
Risultati degli studi clinici
Lo studio pilota CLEAR, pubblicato nel 2012, ha mostrato che l’uso di questo sistema automatico aumenta la percentuale di pazienti che rispondono bene alla terapia (76% contro 62% con la terapia tradizionale) e migliora la loro classe funzionale, cioè la capacità di svolgere attività quotidiane.
Anche un’analisi successiva ha confermato che la valutazione e l’ottimizzazione frequente dei ritardi AV e VV migliorano i risultati dopo un anno di trattamento.
Questo sistema aiuta a superare i problemi legati alla necessità di frequenti visite mediche e ai limiti delle tecniche ecocardiografiche tradizionali.
In conclusione
L’uso di un sensore con regolazione automatica settimanale permette di ottimizzare la terapia di resincronizzazione cardiaca, adattandola in modo preciso sia a riposo che durante l’attività fisica. Questo migliora la forza di contrazione del cuore e aumenta la probabilità di risposta positiva al trattamento, contribuendo a una migliore qualità di vita per i pazienti con insufficienza cardiaca.