Che cos'è la disfunzione diastolica nella cardiomiopatia ischemica?
La disfunzione diastolica (DDF) indica una difficoltà del cuore a rilassarsi e riempirsi di sangue tra un battito e l'altro. Nei pazienti con cardiomiopatia ischemica, una malattia del cuore causata da problemi alle arterie coronarie che riducono il flusso di sangue, questa disfunzione è molto comune.
In uno studio sono stati analizzati 360 pazienti con una grave riduzione della capacità del cuore di pompare sangue (frazione di eiezione ≤ 40%) e con almeno un'arteria coronaria molto ristretta (stenosi ≥ 70%). Tutti i pazienti avevano la disfunzione diastolica, suddivisa in tre tipi:
- Tipo 1: 44% dei pazienti
- Tipo 2: 25% dei pazienti
- Tipo 3: 31% dei pazienti
Cosa è stato osservato nello studio?
I pazienti sono stati seguiti per circa 6 anni. Durante questo periodo, 130 persone hanno avuto eventi gravi, tra cui 124 morti e 6 trapianti di cuore.
Lo studio ha mostrato che la presenza della disfunzione diastolica era collegata a un rischio più alto di questi eventi, anche dopo aver considerato altri fattori importanti come:
- Il rischio clinico generale del paziente
- L'impianto di dispositivi per regolare il ritmo cardiaco (ICD)
- La rivascolarizzazione incompleta, cioè un trattamento non completamente efficace delle arterie coronarie
- La presenza di insufficienza della valvola mitrale, che può far tornare indietro il sangue nel cuore
- La presenza di ampie aree di tessuto cardiaco danneggiato vicino all'infarto
- La quantità di cicatrice nel muscolo cardiaco
Perché è importante questa informazione?
Questi risultati indicano che la disfunzione diastolica è un indicatore importante per capire come può evolvere la malattia nei pazienti con cardiomiopatia ischemica. Conoscere questo aiuta i medici a valutare meglio il rischio e a pianificare il monitoraggio e le cure più appropriate.
In conclusione
La disfunzione diastolica è sempre presente nei pazienti con cardiomiopatia ischemica grave e si associa a un rischio maggiore di eventi gravi come la morte o il trapianto di cuore. Questo rende la valutazione della funzione diastolica un elemento chiave per comprendere la prognosi di questi pazienti.