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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/05/2014 Lettura: ~2 min

Denervazione renale: indicazioni cliniche e risultati recenti

Fonte
Simone Vettoretti, UO di Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale, Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Simone Vettoretti Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

La denervazione renale è una procedura usata per trattare l'ipertensione resistente, cioè una pressione alta che non si controlla bene con i farmaci. Recenti studi hanno messo in discussione la sua efficacia, ma la ricerca continua per capire meglio quando può essere utile e sicura.

Che cos'è la denervazione renale (RDN)?

La denervazione renale è un trattamento che mira a ridurre l'attività nervosa nei reni, che può contribuire all'ipertensione resistente. Questa procedura è stata studiata per aiutare persone con pressione alta difficile da controllare con i farmaci.

Risultati dello studio Symplicity HTN3

Lo studio Symplicity HTN3 ha coinvolto 535 pazienti con ipertensione resistente. Sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la denervazione renale, l'altro solo un controllo con angiografia (una procedura simile ma senza trattamento, chiamata "SHAM").

  • Dopo sei mesi, non è stata trovata una differenza significativa nella riduzione della pressione arteriosa tra i due gruppi.
  • Gli eventi avversi (problemi legati alla procedura) sono stati rari e simili in entrambi i gruppi.

Questi risultati differiscono da studi precedenti che avevano mostrato un calo più evidente della pressione dopo la denervazione.

Possibili spiegazioni delle differenze tra studi

  • Lo studio Symplicity HTN3 ha selezionato i pazienti in modo molto rigoroso, includendo solo il 37% di quelli inizialmente valutati.
  • La pressione arteriosa è stata misurata con grande attenzione, riducendo errori dovuti a variazioni casuali.
  • È stata esclusa l'ipertensione "pseudoresistente", cioè casi in cui la pressione sembra alta solo in ambulatorio ma non nelle misurazioni continue.
  • Nel gruppo di controllo, la procedura "SHAM" e una maggiore attenzione all'aderenza ai farmaci e allo stile di vita potrebbero aver migliorato la pressione anche senza denervazione.

Altri effetti della denervazione renale

Oltre al controllo della pressione, la denervazione può ridurre l'attività del sistema nervoso simpatico, che è un fattore di rischio per problemi cardiaci e vascolari.

  • Studi hanno mostrato miglioramenti nella struttura e nella funzione del cuore e dei vasi sanguigni dopo la procedura.
  • La denervazione non elimina completamente la risposta nervosa, permettendo al cuore di rispondere normalmente all'esercizio fisico.
  • Non sono state osservate alterazioni significative nell'elettrocardiogramma (ECG) o nei test di risposta nervosa dopo la procedura.

Importanza del follow-up a lungo termine

Lo studio Symplicity HTN3 prevede un monitoraggio dei pazienti per 5 anni, per valutare se la denervazione renale possa avere benefici a lungo termine sul controllo della pressione e sulla salute cardiovascolare.

In conclusione

La denervazione renale è una procedura sicura, ma al momento non mostra un vantaggio chiaro rispetto alla sola terapia farmacologica nel controllo della pressione nei pazienti con ipertensione resistente. Sono necessari ulteriori studi e un monitoraggio a lungo termine per capire meglio il suo ruolo e i possibili benefici aggiuntivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Simone Vettoretti

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