Che cosa è stato studiato
Lo studio ha preso in esame più di 10.000 pazienti anziani, con un'età media di 81 anni, affetti da scompenso cardiaco a funzione sistolica preservata. Questo significa che la capacità del cuore di pompare il sangue (misurata con la frazione di eiezione, FE) era pari o superiore al 40%, con una media del 55%.
Tra questi pazienti, circa 8.300 non avevano problemi che impedissero l'uso dei beta bloccanti. Di questi, quasi 4.600 erano già in trattamento con beta bloccanti prima del ricovero per scompenso e quindi sono stati esclusi dallo studio. Sono stati così selezionati 3.759 pazienti che potevano iniziare la terapia con beta bloccanti.
Il trattamento con beta bloccanti
Di questi pazienti, 1.454 hanno iniziato la terapia con beta bloccanti alle dosi raccomandate per lo scompenso cardiaco a funzione sistolica ridotta. I farmaci utilizzati erano:
- Carvedilolo 50 mg al giorno
- Metoprololo 200 mg al giorno
- Bisoprololo 10 mg al giorno
Risultati dello studio
Dopo un periodo di osservazione di 6 anni, il trattamento con beta bloccanti iniziato durante lo studio non ha mostrato benefici significativi. In particolare, non ha ridotto la mortalità per tutte le cause né il rischio di essere ricoverati nuovamente per scompenso cardiaco.
Questi risultati sono stati indipendenti dal tipo o dalla dose di beta bloccante usato.
Conclusioni dello studio
Lo studio suggerisce che, mentre i beta bloccanti sono efficaci nello scompenso cardiaco con funzione sistolica ridotta, questo beneficio non si osserva negli anziani con scompenso cardiaco a funzione sistolica conservata.
In conclusione
In sintesi, nei pazienti anziani con scompenso cardiaco che mantengono una buona funzione di pompaggio del cuore, l'aggiunta di beta bloccanti non ha mostrato miglioramenti nella sopravvivenza o nella riduzione delle ospedalizzazioni. Questo indica che il trattamento deve essere valutato con attenzione in base al tipo di scompenso cardiaco presente.