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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/06/2014 Lettura: ~2 min

Durata del QRS e rischio di morte nei pazienti con fibrillazione atriale

Fonte
Europace (2014) 16 (6): 803-811 doi:10.1093/europace/eut335.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come la durata di una particolare parte dell'elettrocardiogramma, chiamata QRS, possa essere collegata al rischio di morte e di ricovero in ospedale per persone con fibrillazione atriale, un tipo comune di aritmia cardiaca. I risultati derivano da uno studio importante e aiutano a comprendere meglio la salute di chi convive con questa condizione.

Che cosa significa la durata del QRS

Il QRS è una parte dell'elettrocardiogramma (ECG), un esame che registra l'attività elettrica del cuore. La durata del QRS (QRSd) indica quanto tempo impiega il segnale elettrico a passare attraverso i ventricoli, le camere inferiori del cuore. Un QRS più lungo può indicare un problema nella conduzione del segnale elettrico.

Lo studio e i suoi risultati principali

Lo studio ha analizzato 3.804 pazienti con fibrillazione atriale, osservandoli per circa 3,5 anni. La durata del QRS è stata divisa in tre gruppi:

  • meno di 90 millisecondi (ms)
  • da 90 a 119 ms
  • 120 ms o più

I risultati hanno mostrato che:

  • I pazienti con QRS di 120 ms o più avevano un rischio significativamente più alto di morte e di ricovero in ospedale rispetto a quelli con QRS inferiore a 90 ms.
  • Anche chi aveva un QRS tra 90 e 119 ms mostrava un aumento del rischio di morte e ricovero, seppur più contenuto.

Effetto dello scompenso cardiaco

Lo studio ha anche considerato se i pazienti avessero o meno scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non pompa il sangue in modo efficiente. È emerso che:

  • Nei pazienti con scompenso cardiaco, un QRS di 120 ms o più era associato a un rischio ancora maggiore di morte.
  • Anche un QRS tra 90 e 119 ms aumentava il rischio di morte in questi pazienti con scompenso cardiaco.
  • Nei pazienti senza scompenso cardiaco, il rischio aumentava soprattutto se il QRS era 120 ms o più, mentre l'aumento di rischio con QRS tra 90 e 119 ms non era significativo.

Interpretazione dei risultati

Questi dati indicano che una durata più lunga del QRS, che riflette un rallentamento nella conduzione elettrica del cuore, è collegata a un rischio più alto di mortalità e di ricoveri in ospedale tra chi ha fibrillazione atriale. Questo rischio è particolarmente evidente in presenza di scompenso cardiaco.

In conclusione

La durata del QRS è un indicatore importante per valutare il rischio di morte e di ricovero nei pazienti con fibrillazione atriale. Un QRS più lungo, soprattutto pari o superiore a 120 ms, segnala un aumento significativo di questi rischi. Anche valori intermedi (90-119 ms) possono essere associati a un rischio maggiore, soprattutto se è presente uno scompenso cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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