CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 09/07/2014 Lettura: ~3 min

Dottore, ho le gambe gonfie!

Fonte
Caso clinico tratto da un documento medico specialistico su cardiomiopatia dilatativa e gestione dello scompenso cardiaco.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo racconta la storia di Francesco, un uomo che ha iniziato ad avere gonfiore alle gambe e affaticamento. Attraverso il suo caso, spieghiamo in modo semplice come i medici valutano e trattano problemi al cuore che possono causare questi sintomi. L'obiettivo è aiutarti a capire meglio cosa può succedere e quali esami e terapie possono essere utili.

Che cosa è successo a Francesco?

Francesco ha 49 anni, è un ex fumatore e lavora come carpentiere. Fino al 2012 stava bene, senza problemi di salute importanti. Poi ha iniziato a sentirsi stanco e ha notato gonfiore alle gambe, soprattutto quando stava in piedi o camminava molto. Inizialmente, questo gonfiore è stato attribuito a un problema venoso, cioè a difficoltà nel ritorno del sangue dalle gambe.

Dopo poco più di un mese, Francesco è stato ricoverato d'urgenza per un problema al cuore chiamato episodio di edema polmonare acuto (EPA), accompagnato da un battito cardiaco molto veloce (tachiaritmia atriale) e da una conduzione elettrica alterata nel cuore (blocco di branca sinistra, BBS).

Quali sono stati i risultati degli esami?

  • Il ventricolo sinistro del cuore (la parte che pompa il sangue al corpo) era dilatato e si muoveva meno del normale (frazione di eiezione 25%, cioè molto bassa).
  • Durante un esame chiamato coronarografia, è stata trovata una lesione grave in un ramo secondario di un'arteria coronaria, che è stata trattata con uno stent per mantenere aperta l'arteria.

Come hanno interpretato i medici questo quadro?

  • Non si pensa che la lesione coronarica sia la causa principale della disfunzione cardiaca, perché è in un ramo secondario e non spiega la gravità del problema.
  • La tachicardia potrebbe essere una conseguenza del problema cardiaco e aver scatenato lo scompenso acuto, ma non è la causa principale.
  • La causa più probabile è una cardiomiopatia dilatativa primitiva, cioè un indebolimento del muscolo cardiaco di origine non chiara, che richiede ulteriori indagini per escludere cause tossiche o infiammatorie (miocardite).

Come è stata gestita la terapia di Francesco?

Dopo il ricovero, Francesco è stato messo in terapia con:

  • Diuretici (per eliminare i liquidi in eccesso)
  • ACE-inibitori (per proteggere il cuore)
  • Doppia antiaggregazione piastrinica e anticoagulanti (per prevenire trombi)

Un anno dopo, durante un controllo, Francesco era ancora affaticato con sforzi lievi. Gli esami mostravano:

  • Il cuore ancora dilatato e con funzione ridotta (frazione di eiezione 34%)
  • Normali pressioni cardiache e polmonari
  • Ritmo cardiaco regolare ma con alcune extrasistoli ventricolari (battiti irregolari)
  • Pressione arteriosa ai limiti superiori della norma

La terapia era adeguata?

  • La terapia era complessa, ma il beta-bloccante (farmaco che rallenta il cuore) era probabilmente sotto dosato a causa della frequenza cardiaca bassa.
  • L'ivabradina, un farmaco che rallenta il battito, era presente ma in questa situazione sarebbe stato meglio sospenderla e aumentare il beta-bloccante per migliorare la funzione cardiaca e ridurre le aritmie.
  • Non c'erano segni di ritenzione di liquidi, quindi non era necessario aumentare il diuretico.

Quali sono stati i risultati delle modifiche terapeutiche?

Dopo aver aumentato il beta-bloccante e sospeso l'ivabradina, le aritmie ventricolari sono diminuite significativamente. Tuttavia, la funzione cardiaca è rimasta stabile e Francesco si trovava in una condizione di scompenso di grado moderato (classe NYHA II-III).

Quali ulteriori terapie sono state consigliate?

  • Francesco aveva indicazioni per l'impianto di un dispositivo chiamato CRT-D (defibrillatore biventricolare), che aiuta a coordinare meglio la contrazione del cuore e protegge da aritmie pericolose.
  • Questo dispositivo è indicato quando la funzione cardiaca è molto ridotta (<35%), c'è un blocco di branca completo e il paziente ha sintomi moderati.
  • L'impianto è stato eseguito con successo e seguito da un'ottimizzazione guidata dall'ecocardiogramma.

In conclusione

Il caso di Francesco mostra come un gonfiore alle gambe e affaticamento possano essere segnali di un problema cardiaco importante. La diagnosi richiede una valutazione approfondita e la terapia deve essere personalizzata, includendo farmaci e, quando necessario, dispositivi impiantabili per migliorare la funzione del cuore e la qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA