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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/07/2014 Lettura: ~2 min

Quando anche la denervazione renale non funziona

Fonte
Dott.ssa Daniela Trabattoni, Cardiologia Invasiva, Centro Cardiologico Monzino, IRCCS – Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Trabattoni Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La denervazione renale è una procedura usata per trattare l'ipertensione arteriosa resistente, cioè quando la pressione alta non si controlla con i farmaci. Tuttavia, in alcuni casi rari, anche questa tecnica può non dare i risultati sperati. Qui raccontiamo un esempio di questa situazione per aiutare a capire meglio cosa può succedere.

Il caso del Signor Ferdinando

Il Signor Ferdinando ha 42 anni e soffre di ipertensione da circa sei anni. Nonostante assumesse diversi farmaci per la pressione alta, i suoi valori rimanevano molto elevati, intorno a 190/110 mmHg, causando mal di testa e stanchezza.

Gli accertamenti iniziali

  • È stato eseguito un esame ecografico delle arterie renali, che risultavano normali.
  • La TAC dell'addome ha escluso problemi alle ghiandole surrenali, che possono causare ipertensione.
  • Altri esami delle urine hanno confermato l'assenza di problemi ormonali.
  • L'ecocardiogramma ha mostrato un ingrossamento del muscolo del cuore, segno di pressione alta persistente.
  • La misurazione della pressione nelle 24 ore ha confermato valori elevati anche durante il giorno.

La procedura di denervazione renale

Per cercare di migliorare il controllo della pressione, è stata proposta la denervazione renale, una tecnica che interrompe i nervi delle arterie renali per ridurre la pressione. La procedura è stata eseguita senza complicazioni nel novembre 2012.

Dopo l'intervento, la pressione è rimasta alta e non è migliorata nemmeno aggiungendo un altro farmaco, la spironolattone.

Il follow-up e il secondo intervento

Nei mesi successivi, il Signor Ferdinando ha avuto crisi di pressione molto alta, con sanguinamenti dal naso e problemi agli occhi.

Si è quindi deciso di ripetere la denervazione renale usando un diverso tipo di catetere, nel novembre 2013.

Questa seconda procedura ha portato a un miglioramento temporaneo della pressione nei primi tre mesi, ma poi i valori sono tornati a salire, soprattutto dopo aver ridotto la dose di spironolattone.

Cosa ci insegna questo caso

  • In casi rari, anche dopo aver escluso altre cause e aver ottimizzato i farmaci, l'ipertensione resistente può non rispondere alla denervazione renale.
  • Attualmente non esistono test o indicatori in grado di prevedere con certezza chi beneficerà di questa procedura.
  • Per questo motivo, quando si propone la denervazione renale, non si può garantire il successo.
  • È importante continuare la ricerca per trovare metodi che aiutino a selezionare i pazienti più adatti e a prevedere i risultati.

In conclusione

La denervazione renale è una possibile opzione per l'ipertensione resistente, ma non sempre funziona. Questo caso mostra che, anche con una buona preparazione e controllo medico, alcuni pazienti possono non rispondere al trattamento. Serve ancora ricerca per migliorare la selezione dei pazienti e aumentare l'efficacia di questa procedura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Trabattoni

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