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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/07/2014 Lettura: ~2 min

Ruolo della disfunzione diastolica nella cardiomiopatia ischemica: confronto con dati di risonanza magnetica

Fonte
American Heart Journal. Volume 168, Issue 2, Pages 220-228.e1, August 2014.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come la funzione diastolica del cuore, cioè la capacità del cuore di rilassarsi e riempirsi di sangue, può aiutare a prevedere l'andamento della cardiomiopatia ischemica, una malattia del cuore causata da problemi alle coronarie. Lo studio ha utilizzato esami ecocardiografici e di risonanza magnetica per valutare questa funzione e ha osservato i risultati nel tempo in molti pazienti.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha valutato la funzione diastolica in pazienti con cardiomiopatia ischemica, una condizione in cui il cuore ha difficoltà a pompare sangue a causa di danni causati da problemi alle arterie coronarie. I pazienti avevano una frazione di eiezione (FE), cioè la capacità del cuore di spingere il sangue, molto bassa (≤ 40%) o molto alta (≥ 70%) ma con almeno una arteria coronaria ristretta.

Ogni paziente è stato sottoposto a due esami: un ecocardiogramma transtoracico (un'ecografia del cuore) e una risonanza magnetica cardiaca con tecnica di "late enhancement" (che mostra le cicatrici nel muscolo cardiaco), entrambi entro 7 giorni.

Cos'è la disfunzione diastolica

La disfunzione diastolica (DDF) indica un problema nel rilassamento del cuore durante la fase in cui si riempie di sangue. Essa può essere classificata in diversi stadi o fasi, che riflettono la gravità del problema:

  • Fase 1: lieve disfunzione
  • Fase 2: disfunzione moderata
  • Fase 3: disfunzione grave

Risultati principali

Tra i 360 pazienti con grave riduzione della funzione del ventricolo sinistro (la parte del cuore che pompa il sangue al corpo), tutti avevano una qualche forma di disfunzione diastolica:

  • 44% erano in fase 1
  • 25% in fase 2
  • 31% in fase 3

Durante un periodo medio di quasi 6 anni, si sono verificati 130 eventi importanti, tra cui 124 decessi e 6 trapianti di cuore.

Importanza prognostica della disfunzione diastolica

L'analisi statistica ha mostrato che avere una disfunzione diastolica superiore al grado 1 aumentava il rischio di questi eventi gravi. Questo rischio era indipendente da altri fattori noti, come:

  • Il punteggio di rischio clinico generale
  • La presenza di un defibrillatore impiantabile (ICD)
  • Una rivascolarizzazione incompleta (cioè un trattamento non completamente efficace delle arterie coronarie)
  • La presenza di rigurgito mitralico (una perdita di sangue attraverso una valvola del cuore)
  • La zona peri-infartuale (area intorno al tessuto danneggiato dal infarto)
  • La quantità di tessuto cicatriziale nel cuore (MSB)

Inoltre, la disfunzione diastolica ha fornito un valore aggiuntivo per prevedere l'andamento della malattia, migliorando i modelli di rischio usati dai medici.

In conclusione

La disfunzione diastolica è un elemento importante da considerare nella valutazione dei pazienti con cardiomiopatia ischemica. Il suo grado può aiutare a prevedere la probabilità di eventi gravi, come la morte o la necessità di un trapianto di cuore, anche quando si tengono in conto altri fattori di rischio. Questo rende la valutazione della funzione diastolica un utile strumento per comprendere meglio la gravità della malattia e il suo possibile decorso.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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