Che cos’è l’insufficienza renale cronica e il sistema nervoso simpatico
L’insufficienza renale cronica è una malattia in cui i reni perdono gradualmente la loro capacità di funzionare bene. Colpisce dal 23% al 35% delle persone sopra i 65 anni. Quando i reni si ammalano, il sistema nervoso simpatico si attiva sempre di più. Questo sistema è una parte del nostro corpo che controlla, tra le altre cose, la pressione del sangue e la funzione dei vasi sanguigni.
La denervazione simpatica renale endovascolare: cos’è e come nasce
La denervazione simpatica renale endovascolare è una procedura che mira a ridurre l’attività dei nervi simpatici che si trovano intorno alle arterie renali. Questi nervi, quando troppo attivi, contribuiscono ad aumentare la pressione sanguigna e a peggiorare la funzione renale.
Questa tecnica si basa su un’idea che risale a molti anni fa. Già negli anni ’30 si usava una forma di denervazione chirurgica per trattare l’ipertensione grave, ma aveva effetti collaterali importanti. Con il tempo e l’arrivo dei farmaci per la pressione alta, questa pratica è stata abbandonata.
Oggi, la denervazione renale si fa con un catetere inserito nelle arterie renali, senza bisogno di chirurgia aperta. Questa tecnica è stata eseguita più di 10.000 volte in Europa e ha mostrato di poter ridurre la pressione sanguigna in persone con ipertensione difficile da controllare con i farmaci.
Benefici osservati e sicurezza della procedura
Oltre a ridurre la pressione, la denervazione renale può migliorare altri aspetti della salute cardiovascolare, come:
- la riduzione dell’ingrossamento del cuore (ipertrofia ventricolare sinistra);
- la diminuzione della rigidità delle arterie;
- la riduzione di alcune aritmie cardiache;
- miglioramenti nella sensibilità all’insulina e nella funzione renale, specialmente nei pazienti con diabete;
- un miglioramento nella qualità della respirazione in persone con apnea del sonno che non tollerano la CPAP.
La procedura è considerata sicura anche a medio termine, con studi che mostrano assenza di danni significativi ai vasi renali fino a 4 anni dopo l’intervento.
Denervazione renale e insufficienza renale cronica
Nei pazienti con insufficienza renale cronica, l’attività del sistema nervoso simpatico è aumentata e contribuisce al peggioramento della malattia e a problemi cardiovascolari. Studi su animali e sull’uomo mostrano che ridurre questa attività nervosa può prevenire l’aumento della pressione e rallentare il danno ai reni.
In particolare, alcuni studi su pazienti con insufficienza renale di stadio 2-4 e ipertensione resistente hanno riportato:
- una riduzione significativa della pressione arteriosa mantenuta per almeno 12 mesi;
- un miglioramento della funzione renale e una riduzione della presenza di proteine nelle urine (microalbuminuria);
- un recupero del normale ritmo della pressione durante il giorno e la notte;
- assenza di peggioramento della funzione renale dopo la procedura.
Perché considerare questa procedura
La denervazione renale endovascolare può essere un’opzione da valutare soprattutto in pazienti relativamente giovani con ipertensione e insufficienza renale cronica, per i quali le terapie tradizionali sono limitate o non sufficienti. Questo perché:
- la mortalità per problemi cardiovascolari in questi pazienti è molto più alta rispetto alla popolazione generale;
- la procedura può ridurre il rischio di aritmie pericolose;
- è un trattamento non farmacologico che può integrare le cure esistenti.
In conclusione
La denervazione simpatica renale endovascolare è una tecnica promettente per aiutare a controllare la pressione alta e rallentare la progressione dell’insufficienza renale cronica. Riduce l’attività nervosa che peggiora la malattia e può migliorare diversi aspetti della salute cardiovascolare e renale. Pur essendo ancora in fase di studio, questa procedura rappresenta una possibile nuova opzione terapeutica per pazienti con difficoltà nel controllo della pressione e danni renali, offrendo un supporto importante alle terapie tradizionali.