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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/07/2014 Lettura: ~3 min

Denervazione simpatica renale endovascolare come supporto terapeutico nell’insufficienza renale cronica

Fonte
Damascelli B. et al., Interesse della denervazione simpatica renale endovascolare come appoggio terapeutico nella insufficienza renale cronica, con riferimenti a studi clinici e sperimentali pubblicati tra il 1953 e il 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Bruno Damascelli Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

L’insufficienza renale cronica è una condizione che colpisce molte persone, soprattutto dopo i 65 anni. In questa situazione, il sistema nervoso simpatico, che regola diverse funzioni del corpo, diventa più attivo e può peggiorare la malattia. La denervazione simpatica renale endovascolare è una tecnica innovativa che mira a ridurre questa attività nervosa per aiutare a controllare la pressione alta e proteggere la salute dei reni. In questo testo spiegheremo in modo semplice come funziona questa procedura e quali benefici può portare.

Che cos’è l’insufficienza renale cronica e il sistema nervoso simpatico

L’insufficienza renale cronica è una malattia in cui i reni perdono gradualmente la loro capacità di funzionare bene. Colpisce dal 23% al 35% delle persone sopra i 65 anni. Quando i reni si ammalano, il sistema nervoso simpatico si attiva sempre di più. Questo sistema è una parte del nostro corpo che controlla, tra le altre cose, la pressione del sangue e la funzione dei vasi sanguigni.

La denervazione simpatica renale endovascolare: cos’è e come nasce

La denervazione simpatica renale endovascolare è una procedura che mira a ridurre l’attività dei nervi simpatici che si trovano intorno alle arterie renali. Questi nervi, quando troppo attivi, contribuiscono ad aumentare la pressione sanguigna e a peggiorare la funzione renale.

Questa tecnica si basa su un’idea che risale a molti anni fa. Già negli anni ’30 si usava una forma di denervazione chirurgica per trattare l’ipertensione grave, ma aveva effetti collaterali importanti. Con il tempo e l’arrivo dei farmaci per la pressione alta, questa pratica è stata abbandonata.

Oggi, la denervazione renale si fa con un catetere inserito nelle arterie renali, senza bisogno di chirurgia aperta. Questa tecnica è stata eseguita più di 10.000 volte in Europa e ha mostrato di poter ridurre la pressione sanguigna in persone con ipertensione difficile da controllare con i farmaci.

Benefici osservati e sicurezza della procedura

Oltre a ridurre la pressione, la denervazione renale può migliorare altri aspetti della salute cardiovascolare, come:

  • la riduzione dell’ingrossamento del cuore (ipertrofia ventricolare sinistra);
  • la diminuzione della rigidità delle arterie;
  • la riduzione di alcune aritmie cardiache;
  • miglioramenti nella sensibilità all’insulina e nella funzione renale, specialmente nei pazienti con diabete;
  • un miglioramento nella qualità della respirazione in persone con apnea del sonno che non tollerano la CPAP.

La procedura è considerata sicura anche a medio termine, con studi che mostrano assenza di danni significativi ai vasi renali fino a 4 anni dopo l’intervento.

Denervazione renale e insufficienza renale cronica

Nei pazienti con insufficienza renale cronica, l’attività del sistema nervoso simpatico è aumentata e contribuisce al peggioramento della malattia e a problemi cardiovascolari. Studi su animali e sull’uomo mostrano che ridurre questa attività nervosa può prevenire l’aumento della pressione e rallentare il danno ai reni.

In particolare, alcuni studi su pazienti con insufficienza renale di stadio 2-4 e ipertensione resistente hanno riportato:

  • una riduzione significativa della pressione arteriosa mantenuta per almeno 12 mesi;
  • un miglioramento della funzione renale e una riduzione della presenza di proteine nelle urine (microalbuminuria);
  • un recupero del normale ritmo della pressione durante il giorno e la notte;
  • assenza di peggioramento della funzione renale dopo la procedura.

Perché considerare questa procedura

La denervazione renale endovascolare può essere un’opzione da valutare soprattutto in pazienti relativamente giovani con ipertensione e insufficienza renale cronica, per i quali le terapie tradizionali sono limitate o non sufficienti. Questo perché:

  • la mortalità per problemi cardiovascolari in questi pazienti è molto più alta rispetto alla popolazione generale;
  • la procedura può ridurre il rischio di aritmie pericolose;
  • è un trattamento non farmacologico che può integrare le cure esistenti.

In conclusione

La denervazione simpatica renale endovascolare è una tecnica promettente per aiutare a controllare la pressione alta e rallentare la progressione dell’insufficienza renale cronica. Riduce l’attività nervosa che peggiora la malattia e può migliorare diversi aspetti della salute cardiovascolare e renale. Pur essendo ancora in fase di studio, questa procedura rappresenta una possibile nuova opzione terapeutica per pazienti con difficoltà nel controllo della pressione e danni renali, offrendo un supporto importante alle terapie tradizionali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Bruno Damascelli

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