CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 26/09/2014 Lettura: ~2 min

La tecnica di denervazione renale: come migliorarla? Analisi dello studio Symplicity HTN3

Fonte
Studio Symplicity HTN3, analisi della risposta alla denervazione renale in pazienti con ipertensione resistente.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Trabattoni Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

La denervazione renale è una procedura che può aiutare a ridurre la pressione alta resistente ai farmaci. Lo studio Symplicity HTN3 ha esaminato come migliorare questa tecnica per ottenere risultati migliori nel controllo della pressione arteriosa.

Fattori che influenzano la risposta alla denervazione renale

Lo studio ha identificato diversi elementi che possono prevedere quanto la pressione arteriosa sistolica (PAS) si ridurrà dopo 6 mesi dalla procedura:

  • L'uso di farmaci specifici chiamati antialdosteronici.
  • Il numero di ablazioni eseguite durante la procedura.
  • Valori di PAS superiori a 180 mmHg nel gruppo trattato.
  • L'assunzione di alfa-bloccanti.
  • La razza afro-americana e valori di PAS elevati anche nel gruppo di controllo.

Al contrario, la presenza di farmaci vasodilatatori è risultata un fattore che riduce l'efficacia della procedura nei pazienti con ipertensione resistente.

Modifiche ai farmaci durante lo studio

Il 40% dei pazienti ha avuto cambiamenti nella terapia farmacologica tra l'inizio dello studio e la valutazione a 6 mesi. Questi cambiamenti sono stati necessari per motivi clinici o per la comparsa di effetti collaterali. In molti casi, è stato aumentato il dosaggio massimo tollerato dei farmaci.

Il numero medio di farmaci assunti è rimasto simile nei due gruppi sia prima della procedura che dopo 6 mesi.

Importanza del numero e della posizione delle ablazioni

Un aspetto chiave emerso dallo studio riguarda il numero di ablazioni e la loro posizione lungo l'arteria renale:

  • Effettuare più di 14 ablazioni permette di ottenere una migliore riduzione della pressione arteriosa, sia durante le misurazioni ambulatoriali che nel monitoraggio continuo di 24 ore.
  • Le ablazioni che coinvolgono tutti i quadranti dell'arteria renale (parte inferiore, anteriore, posteriore e superiore) sembrano garantire un controllo pressorio più efficace.
  • Un approccio che prevede ablazioni più distali, cioè lungo tutto il percorso dell'arteria renale fino alla sua biforcazione e anche sui rami secondari, può aumentare il successo della procedura.

Risultati biologici della denervazione distale

La maggiore efficacia della denervazione eseguita nelle parti più distali dell'arteria renale è confermata dalla riduzione di una sostanza chiamata norepinefrina nei tessuti. Questa sostanza è coinvolta nella regolazione della pressione e la sua diminuzione indica un buon risultato della procedura.

In conclusione

Lo studio Symplicity HTN3 suggerisce che per migliorare la denervazione renale è importante:

  • Effettuare un numero adeguato di ablazioni, preferibilmente superiore a 14.
  • Realizzare ablazioni che coprano tutta la circonferenza dell'arteria renale.
  • Estendere le ablazioni anche alle parti più distali dell'arteria e ai suoi rami secondari.

Questi accorgimenti possono aumentare l'efficacia della procedura nel ridurre la pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione resistente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Trabattoni

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA