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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/10/2014 Lettura: ~2 min

Denervazione renale nei pazienti con ipertensione resistente: risultati dello studio Symplicity HTN-3

Fonte
NEJM 2014; 370: 1393-401.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo presenta i risultati di uno studio importante che ha valutato un trattamento chiamato denervazione renale in persone con ipertensione resistente, cioè una pressione alta difficile da controllare con i farmaci. L'obiettivo è capire se questo intervento può aiutare a ridurre la pressione arteriosa in modo significativo e sicuro.

Che cos'è la denervazione renale?

La denervazione renale è una procedura che mira a ridurre la pressione arteriosa agendo sui nervi che collegano i reni al sistema nervoso. Si propone come trattamento per l'ipertensione resistente, cioè quando la pressione alta non si abbassa nonostante l'uso di almeno tre farmaci diversi.

Come è stato condotto lo studio Symplicity HTN-3

  • Lo studio ha coinvolto 535 pazienti con ipertensione resistente grave.
  • I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: due terzi hanno ricevuto la denervazione renale, mentre un terzo ha subito una procedura "sham" (finta), senza l'effettivo trattamento.
  • Tutti i pazienti assumevano almeno tre farmaci per la pressione, inclusi diuretici, a dosi massime tollerate.
  • Lo studio era "in singolo cieco", cioè i pazienti non sapevano quale procedura avevano ricevuto.

Quali erano gli obiettivi dello studio?

  • Obiettivo principale: verificare la variazione della pressione arteriosa sistolica (il numero più alto nella misurazione) a 6 mesi dall'intervento.
  • Obiettivo secondario: valutare la variazione della pressione arteriosa media misurata nelle 24 ore con un dispositivo ambulante.
  • Obiettivo di sicurezza: monitorare eventi gravi come morte, problemi renali seri, complicazioni vascolari o crisi ipertensive entro 1 mese, e stenosi (restringimento) dell'arteria renale entro 6 mesi.

Risultati principali

  • La pressione sistolica è diminuita in entrambi i gruppi dopo 6 mesi: di circa 14 mmHg nel gruppo trattato con denervazione e di circa 12 mmHg nel gruppo con procedura sham.
  • La differenza tra i due gruppi è stata di circa 2,4 mmHg, un valore non considerato statisticamente significativo.
  • La pressione media registrata nelle 24 ore è diminuita leggermente di più nel gruppo con denervazione, ma anche questa differenza non è risultata significativa.
  • Non sono state osservate differenze importanti tra i gruppi riguardo alla sicurezza e agli effetti collaterali.

Cosa significa tutto questo?

Lo studio non ha mostrato che la denervazione renale riduce in modo significativo la pressione arteriosa rispetto a una procedura finta, nei pazienti con ipertensione resistente, dopo 6 mesi dall'intervento.

In conclusione

La denervazione renale, secondo i dati di questo studio, non ha dimostrato un beneficio chiaro nel ridurre la pressione arteriosa sistolica in persone con ipertensione resistente rispetto a una procedura placebo. Inoltre, non sono state riscontrate differenze importanti in termini di sicurezza tra i due gruppi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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